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Erosione costiera, 4,1 milioni per difendere il litorale di Bari: la Città Metropolitana convoca i sindaci

La Regione Puglia entra nella fase operativa del piano da 26,4 milioni

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Gio, 21 Maggio 2026 - 17:01
bari lungomare panoramica4

La costa barese entra nella fase operativa del piano regionale da 26,4 milioni di euro per la difesa dei litorali pugliesi. La Città Metropolitana di Bari ha inviato una nota ufficiale ai sindaci di Bari, Giovinazzo, Mola di Bari, Molfetta, Monopoli e Polignano a Mare per avviare la raccolta delle proposte progettuali nell’ambito della Sub-Azione 2.6.1 del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Il coordinamento è affidato al sindaco metropolitano Vito Leccese.

La misura dà attuazione alla DGR 280/2026 e si inserisce in un contesto di crescente allarme per i fenomeni di erosione e arretramento della linea di riva che interessano da anni il litorale adriatico pugliese, aggravati dall’intensificarsi degli eventi meteomarini e dai cambiamenti climatici. La determina della Sezione Difesa del Suolo e Rischio Sismico ha formalmente avviato l’iter con cui i Comuni potranno candidare i propri interventi.

Alla Città Metropolitana di Bari è stata assegnata una quota di 4.143.606,73 euro, calcolata sulla base dell’estensione dei tratti di falesia presenti sul territorio. Sul fronte delle risorse, l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese è stato esplicito: «Parliamo di risorse europee integrate da quote statali e dal cofinanziamento regionale attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione». Una struttura finanziaria che ha imposto passaggi tecnici non banali: «Proprio la natura europea della misura ha richiesto, nelle ultime settimane, verifiche tecniche e procedurali con l’Autorità di Gestione del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, oltre al confronto con il partenariato istituzionale ed economico-sociale svolto il 28 aprile scorso: passaggi necessari per garantire procedure corrette, tempi certi e piena operatività degli interventi».

«Grazie allo stanziamento della Regione Puglia abbiamo un’opportunità straordinaria su cui siamo già operativi», ha dichiarato il sindaco metropolitano Leccese. «La Città Metropolitana sta coordinando i sindaci dei Comuni costieri perché solo stando insieme e agendo con rapidità possiamo pianificare interventi concreti e costruire una risposta strutturale all’altezza delle sfide ambientali che abbiamo di fronte». Leccese ha anche ringraziato il presidente della Regione Antonio Decaro per aver affidato alle Province e alla Città Metropolitana il ruolo di raccordo tra i Comuni nella programmazione delle attività.

I sei Comuni costieri interessati dovranno trasmettere la documentazione progettuale relativa agli interventi che intendono candidare. Saranno ammissibili le proposte riguardanti aree classificate a rischio dai piani di assetto idrogeologico, dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni o colpite da eventi calamitosi negli ultimi sei anni. Le proposte dovranno avere un valore minimo di 500mila euro e un livello progettuale almeno preliminare.

Tra le tipologie di intervento finanziabili rientrano opere di difesa del suolo, riduzione del rischio frane, contrasto all’erosione costiera, mitigazione del rischio alluvioni e mareggiate e protezione delle cavità costiere. Gli interventi dovranno inoltre prevedere azioni concrete di messa in sicurezza di persone, abitati, infrastrutture viarie, edifici strategici, attività produttive, beni culturali e aree naturali di pregio.

Spetterà alla Città Metropolitana coordinare il flusso delle proposte, verificarne la completezza formale e la coerenza con gli strumenti di pianificazione territoriale, evitando sovrapposizioni. I progetti ritenuti ammissibili saranno inseriti nel sistema nazionale ReNDiS e in una graduatoria regionale, per poi accedere alla fase di finanziamento e progettazione esecutiva.

L’obiettivo finale lo traccia ancora Piemontese: «Rafforzare la sicurezza del territorio costiero, proteggere infrastrutture, abitati e attività economiche esposte al rischio erosione e accompagnare gli interventi con azioni di ripristino della naturalità delle coste e di adattamento climatico». Una risposta strutturale a un’emergenza che il mare sta rendendo sempre più urgente.

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