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Bari, il centrodestra insorge: “Il bando del San Nicola va revocato, i De Laurentiis cedano il club”

Dopo la retrocessione in Serie C, le opposizioni chiedono al sindaco Leccese di bloccare tutto e ripartire da zero

Pubblicato da: redazione | Sab, 23 Maggio 2026 - 17:37
Stadio San Nicola

La retrocessione del Bari in Serie C rimescola le carte anche fuori dal campo. Il centrodestra cittadino chiede al sindaco Vito Leccese di sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e di avviare la revoca in autotutela del bando, alla luce delle mutate condizioni sportive ed economiche seguite alla retrocessione del Bari in Serie C.
La posizione è netta: affidare la gestione dell’impianto per i prossimi anni senza una nuova istruttoria, dopo un cambiamento così rilevante del contesto sportivo, economico e societario, sarebbe una scelta inopportuna e potenzialmente rischiosa. Tanto più che al bando ha partecipato solo la società dei De Laurentiis.
Il San Nicola, ricordano le forze di centrodestra, è un patrimonio pubblico della città. E in una fase in cui il futuro industriale e proprietario della società calcistica resta oggetto di discussione pubblica, il Comune ha il dovere di fermarsi, rivalutare gli atti e verificare se le condizioni poste alla base del bando siano ancora coerenti con l’interesse dei cittadini baresi.
Sul fronte societario, il centrodestra non usa mezzi termini: dopo anni di promesse, occasioni mancate e risultati sportivi deludenti, la famiglia De Laurentiis dovrebbe prendere atto del fallimento del proprio progetto sportivo a Bari e favorire una cessione seria, trasparente e credibile della società.
La richiesta al sindaco Leccese è quindi triplice: sospendere la gara, attivare gli uffici competenti per la revoca in autotutela e riaprire un confronto pubblico e trasparente sul futuro dello stadio. Perché su un bene strategico della città, concludono, servono prudenza e visione, non la fretta di chiudere una procedura nata in un contesto ormai superato.

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