Il Comune premia le attività storiche, ma “molte vengono dimenticate”. E’ questo il grido di allarme di alcuni cittadini e commercianti che negli scorsi giorni, dopo la notizia della premiazione di alcune attività storiche del quartiere Libertà, hanno voluto accendere i riflettori su una realtà che spesso non viene menzionata nelle statistiche: oltre i successi, oltre le attività note, ce ne sono molte che resistono a fatica e altre che rischiano di chiudere, in particolare nei quartieri periferici della città.
Tantissime infatti le segnalazioni giunte in redazione, ma non si tratta di casi isolati. Sul tema del commercio, dopo la notizia di Bari candidata come capitale nel settore, sono intervenuti anche alcuni esponenti di Fratelli d’Italia rimarcando la presenza di alcune situazioni critiche. “Anche questa volta il Comune si è dimenticato di alcune attività – denuncia un cittadino – in via Trevisani c’è un parrucchiere per uomo che ha intorno ai 100 anni di attività. Abbiamo dovuto chiudere perché lo stabile dove lavoravo è in ristrutturazione, altro che storico. La Camera di Commercio dove ci sono tutte le vecchie iscrizioni esiste?”, conclude. Parole a cui fanno eco quelle di tanti altri. “Si sono dimenticati anche di me e di mio padre, edicola storica dal 1948, ancora oggi la porto avanti con tanti sacrifici”, conclude un altro. Ma non solo, sono moltissime le attività citate dai cittadini, tra queste non solo quelle storiche, ma anche quelle che oggi vanno avanti a fatica e rischiano di chiudere per sempre.
“Giusto celebrare le attività – denuncia infine un cittadino – ma senza dimenticare tutti gli altri. Oggi considerando molte questioni si fa veramente fatica ad andare avanti, nel quartiere Libertà poi è ancora più difficile. Molti stanno vendendo o stanno trasformando in posti auto quelli che un tempo erano negozi. La politica, tutta, da sinistra a destra, dovrebbe smetterla con questa propaganda continua e iniziare a fare qualcosa per aiutare realmente il commercio”, conclude.
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