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Sicurezza sul lavoro, Bari in cima alla classifica regionale delle violazioni

In Puglia sette aziende su dieci non sono in regola

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Mer, 27 Maggio 2026 - 19:44
foto freepik
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Sono oltre tremila le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro accertate nella sola provincia di Bari. È uno dei dati più significativi che emerge dal Rapporto annuale delle attività di tutela e vigilanza pubblicato dall’Ispettorato nazionale del lavoro per il 2025, un documento che fotografa con numeri precisi lo stato del mercato del lavoro in Italia e nelle singole regioni.

In Puglia, nel corso dell’anno sono state avviate 12.878 ispezioni. Di queste, 9.480 sono state definite, con un tasso di irregolarità che si attesta al 70,5%, in calo di 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un miglioramento c’è, ma la sostanza resta pesante: sette aziende su dieci controllate presentano qualche forma di irregolarità. La regione si posiziona leggermente al di sotto della media nazionale — il tasso nazionale dell’INL si attesta al 71,9% — ma rimane comunque tra le prime in Italia per diffusione del lavoro irregolare.

A livello di settori, è l’edilizia a fare registrare il tasso di irregolarità più alto in Puglia, pari al 74,8%. L’agricoltura, al contrario, si ferma al 56%, il dato più basso tra i comparti analizzati. Va però precisato che questi numeri andrebbero sempre rapportati al numero complessivo delle ispezioni condotte in ciascun settore e alla sua rilevanza nell’economia regionale. Quello che rimane, al di là delle percentuali, è una situazione in cui più della metà dei lavoratori controllati opera in condizioni irregolari, quando non apertamente illegali, come nel caso del caporalato. Sul fronte nazionale, il rapporto segnala 895 vittime di caporalato accertate a livello penale nel 2025, un dato che lo stesso documento definisce provvisorio per via dei tempi richiesti dalle indagini.
Per quanto concerne la salute la sicurezza sul lavoro, le irregolarità accertate in tutta la Puglia sono 8.674. La distribuzione per settore mostra come il fenomeno attraversi l’intero sistema produttivo: 3.520 violazioni nel terziario, 2.916 nell’edilizia, 1.361 nell’industria e 877 in agricoltura. La concentrazione più alta si registra nei settori tradizionalmente più esposti al rischio e alla precarietà. A livello nazionale, le violazioni penali in materia di salute e sicurezza sono state 89.851, in aumento del 7,8% rispetto al 2024: un segnale che l’intensificazione dei controlli sta portando a galla una realtà finora in parte sommersa.

La distribuzione territoriale restituisce un quadro altrettanto chiaro. La provincia di Bari guida la classifica regionale con 3.020 violazioni accertate, quasi il doppio rispetto a Foggia, seconda con 1.490. Seguono Lecce con 1.166, la Bat con 1.075, Taranto con 967 e Brindisi con 956. Il primato barese non sorprende considerando il peso demografico e produttivo della provincia sul totale regionale, ma il dato resta comunque significativo in termini assoluti. Le violazioni più ricorrenti a livello nazionale riguardano la formazione e informazione dei lavoratori — che incide per il 28,6% del totale — seguita dalla sorveglianza sanitaria al 27,1% e dai rischi legati ad attrezzature, macchine e dispositivi di protezione al 15,3%. È ragionevole ritenere che anche nel barese la distribuzione ricalchi in larga parte questo schema. Ogni singola violazione, ricorda il rapporto, rappresenta un pericolo concreto per la vita dei lavoratori, un rischio che sarebbe stato evitabile. Da qui la necessità di rafforzare senza rinviare ulteriormente le attività di prevenzione, vigilanza, formazione e partecipazione nei luoghi di lavoro.

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