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Gestione risorsa idrica in Basilicata, premiata la ricerca di una dottoranda del Politecnico di Bari

La tesi di Giulia Acconciaioco vince l'VIII Premio ITCOLD

Pubblicato da: redazione | Mer, 24 Giugno 2026 - 08:56
Giulia Acconciaioco con prof. Vito Iacobellis
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La gestione delle risorse idriche nel Mezzogiorno e gli effetti dei cambiamenti climatici sono al centro della ricerca premiata con l’VIII Premio di Laurea ITCOLD 2026, promosso dal Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe. A conquistare il primo posto è stata Giulia Acconciaioco, 26 anni, di Barletta, oggi dottoranda al Politecnico di Bari. La ricerca, dal titolo “Valutazione di scenari di gestione della risorsa idrica per il sistema Bradano-Basento”, è stata sviluppata nell’ambito del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh) del Politecnico di Bari, sotto la supervisione del professor Vito Iacobellis.

Lo studio analizza il funzionamento dello schema idrico Bradano-Basento, una delle principali infrastrutture del Mezzogiorno per l’approvvigionamento di acqua destinata agli usi potabili, irrigui e industriali. Il sistema interessa la Basilicata ma riveste un ruolo strategico anche per la Puglia, verso cui viene trasferita parte delle risorse idriche accumulate negli invasi lucani. Per la ricerca è stato sviluppato un modello di simulazione attraverso il software WEAP (Water Evaluation and Planning System), che ha consentito di valutare diversi scenari di gestione e di potenziamento delle infrastrutture.

Dall’analisi emerge che, sebbene il sistema riesca nel complesso a soddisfare il fabbisogno irriguo, persistono criticità legate all’invecchiamento delle opere, all’interrimento degli invasi e al mancato completamento di alcune infrastrutture previste. Secondo lo studio, il settore maggiormente penalizzato è quello dell’approvvigionamento idropotabile. In particolare, la diga del Camastra, in provincia di Potenza, rappresenta il principale elemento critico dell’intero sistema, incidendo sulla sicurezza della fornitura d’acqua alle aree urbane del Potentino.

La ricerca ha inoltre valutato gli effetti del recupero della piena capacità degli invasi di Acerenza e Genzano e del completamento delle interconnessioni tra i bacini, interventi già in parte finanziati nell’ambito del Piano Invasi 2020-2029. Le simulazioni evidenziano come tali opere consentirebbero una gestione più flessibile ed efficiente della risorsa idrica, aumentando la capacità di risposta durante i periodi di siccità e migliorando l’affidabilità dell’approvvigionamento. Secondo le conclusioni dello studio, il recupero della capacità degli invasi esistenti e il completamento delle infrastrutture rappresentano interventi strategici per rafforzare la resilienza del sistema idrico lucano e ridurne la vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

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