Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche del ragazzo di 20 anni scomparso dal pomeriggio di ieri a Castellaneta. Il corpo del giovane è stato rinvenuto senza vita in fondo alla gravina che caratterizza il territorio, dopo quasi 24 ore di sforzi ininterrotti da parte dei soccorritori.
Il dramma era iniziato ieri, quando il ventenne si era allontanato dalla sua abitazione in via del Mercato senza fare più rientro. Il mancato ritorno a casa ha fatto scattare immediatamente l’allarme, mobilitando un’imponente macchina dei soccorsi che ha visto impegnati in prima linea Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, volontari e personale della Protezione Civile.
Le ricerche si sono concentrate fin da subito sul versante della gravina, un’area particolarmente impervia e difficile da perlustrare. Per localizzare il giovane è stato necessario l’impiego coordinato di tecnologie avanzate e unità specializzate. I soccorritori hanno utilizzato i droni per monitorare dall’alto le zone più scoscese, affiancati dal lavoro fondamentale delle unità cinofile e dai continui sopralluoghi delle squadre di terra nei punti più critici.
Il ritrovamento è avvenuto in una zona particolarmente profonda e accidentata della gola rocciosa, un fattore che ha reso le operazioni di recupero del corpo estremamente complesse e delicate per tutti i tecnici e i soccorritori coinvolti sul posto.
Sul luogo del ritrovamento sono ancora in corso gli accertamenti formali. Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, l’ipotesi più accreditata al momento resta quella del suicidio. Saranno comunque i successivi rilievi e le indagini ufficiali delle autorità competenti a chiarire con esattezza l’esatta dinamica e le cause della morte.