La mobilità sostenibile sul lungomare di Bari si trasforma in un percorso a ostacoli. Al centro delle proteste c’è la pista ciclabile situata sul Lungomare Generale Giambattista e Ammiraglio Pietro Starita, all’altezza del civico 66, nel quartiere San Cataldo. Quello che sulla carta dovrebbe essere un percorso protetto per incentivare l’uso delle due ruote e la mobilità alternativa, nella realtà si è trasformato in un’area di sosta abusiva e carreggiata degradata, scatenando la rabbia dei frequentatori della zona.
Le condizioni del tracciato appaiono critiche sotto diversi fronti. E lo spiegano gli stessi residenti. Da un lato c’è l’assenza di manutenzione: l’asfalto si presenta pesantemente rovinato e la segnaletica orizzontale, che dovrebbe delimitare la corsia riservata alle biciclette, è ormai quasi invisibile. Dall’altro, si registra il fenomeno sistematico della sosta selvaggia. Gli automobilisti utilizzano regolarmente la pista come un vero e proprio “parcheggio alternativo”, costringendo i ciclisti a pericolose manovre evasive. La voce di chi vive la zona quotidianamente fotografa perfettamente il disagio della comunità. “Questo dovrebbe essere un piccolo angolo di mobilità sostenibile, e invece ci ritroviamo con l’asfalto rovinato e la segnaletica quasi invisibile”, denuncia un residente del quartiere.
“Per noi ciclisti non basta pedalare: serve anche fare slalom tra macchine ferme e buche. È una pista nata per favorire la mobilità alternativa che, invece, sembra diventata un parcheggio alternativo. Sarebbe bello poterla usare per ciò per cui è stata creata: pedalare in sicurezza, senza dover chiedere permesso alle auto parcheggiate”. I fruitori della ciclabile chiedono a gran voce un intervento ripristinatorio e maggiori controlli da parte della Polizia Locale per restituire alla pista la sua funzione originaria e tutelare l’incolumità di chi sceglie le due ruote per spostarsi sul litorale cittadino.