Ci sono artisti che cantano l’amore, altri che raccontano il dolore. Ermal Meta riesce a fare entrambe le cose, trasformando la propria storia personale in una scrittura capace di parlare a tutti. Cantautore, compositore e polistrumentista, nato in Albania e cresciuto a Bari, Meta è oggi una delle voci più riconoscibili della musica italiana: un artista che ha costruito il proprio percorso tra fragilità, impegno civile e una costante ricerca di verità.
Dall’Albania a Bari
Ermal Meta nasce a Fier, in Albania, il 20 aprile 1981. A tredici anni si trasferisce a Bari con la madre, il fratello e la sorella, lasciandosi alle spalle un’infanzia difficile e il rapporto con un padre da lui definito violento. La musica entra presto nella sua vita grazie alla madre, violinista professionista, primo violino dell’orchestra di Fier. A Bari Meta comincia a costruire la propria identità artistica. Impara a suonare pianoforte e chitarra, entra in diverse band e inizia un percorso che lo porterà prima negli Ameba 4 e poi ne La Fame di Camilla, gruppo fondato nel 2007 proprio nel capoluogo pugliese.
La Fame di Camilla e gli anni della gavetta
Con La Fame di Camilla, Ermal Meta pubblica tre album e porta avanti un’intensa attività live. La band partecipa anche al Festival di Sanremo 2010 nella sezione Giovani con il brano Buio e luce, confermando una scrittura già introspettiva e riconoscibile. Sono anni di crescita, concerti e sperimentazione, durante i quali Meta affina il proprio linguaggio musicale, tra pop rock, indie e cantautorato.
Da autore per gli altri a voce solista
Dopo lo scioglimento della band, Ermal Meta inizia a lavorare come autore per alcuni dei nomi più importanti della musica italiana. Scrive per Marco Mengoni, Emma, Annalisa, Patty Pravo, Francesco Renga, Chiara Galiazzo, Francesca Michielin, Lorenzo Fragola e molti altri. Dietro le quinte costruisce una credibilità solida, ma il bisogno di raccontarsi in prima persona diventa sempre più forte. Nel 2016 pubblica il suo primo album solista, Umano, anticipato dal singolo Odio le favole.
“Vietato morire” e il coraggio di raccontare la violenza
La svolta arriva nel 2017 con Vietato morire, brano presentato al Festival di Sanremo. Una canzone intensa, autobiografica, in cui Meta affronta il tema della violenza domestica trasformando una ferita personale in un messaggio universale. Il brano arriva terzo al Festival e vince il Premio della Critica “Mia Martini”. Da quel momento Ermal Meta diventa per molti non solo un cantautore, ma una voce capace di portare sul palco temi difficili con delicatezza e forza.
Sanremo 2018 e “Non mi avete fatto niente”
Nel 2018 arriva la consacrazione definitiva. In coppia con Fabrizio Moro, Ermal Meta vince il Festival di Sanremo con Non mi avete fatto niente, brano scritto dopo l’attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande. La canzone è un manifesto contro il terrorismo, la paura e la violenza. Un brano politico nel senso più alto del termine, perché sceglie di parlare al mondo con un messaggio di pace e resistenza. Nello stesso anno Meta e Moro rappresentano l’Italia all’Eurovision Song Contest di Lisbona, classificandosi al quinto posto.
L’impegno sociale e civile
L’impegno di Ermal Meta non si ferma alle canzoni. Nel corso della sua carriera ha spesso preso posizione su temi sociali, dalla violenza sulle donne alla guerra, dalla libertà ai diritti umani. Durante la pandemia ha partecipato al progetto benefico “Ma il cielo è sempre blu”, realizzato da Italian Allstars 4 Life, i cui ricavati sono stati devoluti alla Croce Rossa Italiana. Ha inoltre condotto il Concerto del Primo Maggio insieme a Noemi e BigMama, confermando il suo legame con un palco storicamente dedicato ai diritti, al lavoro e all’impegno civile. Pur dichiarandosi anticomunista per l’esperienza vissuta nel Paese d’origine sotto la dittatura albanese, Meta ha più volte spiegato di non riconoscersi rigidamente né nella destra né nella sinistra. Il suo impegno appare piuttosto legato a una visione umana, civile e personale della libertà.
Tra musica, libri e nuove vite
Nel 2021 pubblica Tribù urbana, album più sperimentale, in cui pop, elettronica e rock si incontrano in una scrittura più matura. Nel 2024 arriva Buona fortuna, disco legato anche alla nascita della figlia Fortuna Marie, avuta dalla compagna Chiara Sturdà. Nel 2022 pubblica inoltre il romanzo Domani e per sempre, ambientato in Albania durante la Seconda guerra mondiale, confermando una vena narrativa che va oltre la musica. Nel 2026 torna al Festival di Sanremo con Stella stellina, classificandosi all’ottavo posto, e pubblica il nuovo album Funzioni vitali, titolo che sembra raccontare bene il suo modo di intendere l’arte: qualcosa che non è accessorio, ma necessario.
Curiosità
Non tutti sanno che Ermal Meta è nato in Albania, ma è cresciuto artisticamente a Bari, città che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e nella sua musica. Prima di diventare un cantautore di successo, ha scritto brani per molti artisti italiani, tra cui Marco Mengoni, Emma, Annalisa e Patty Pravo. Per anni, dunque, il pubblico ha cantato le sue parole senza sapere che dietro ci fosse proprio lui. Un’altra curiosità riguarda la sua vita privata: è legato a Chiara Sturdà, con cui ha avuto la figlia Fortuna Marie nel 2024. Il nome della bambina ha ispirato anche il titolo dell’album Buona fortuna. Nel 2025, inoltre, l’artista ha adottato altre due bambine, ampliando la sua famiglia e raccontando, ancora una volta, quanto il tema della cura e della protezione sia centrale nella sua vita.