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Bari, museo a cielo aperto al San Paolo: “Ma si sono dimenticati l’opera più amata dai residenti”

E' polemica per l'assenza del murale dedicato a Santa Rita nell'itinerario: "Sia dato spazio anche ad altre opere, non solo le ufficiali. Vengono in tanti, anche da fuori per visitarlo"

Pubblicato da: Francesca Emilio | Mar, 21 Luglio 2026 - 15:23
foto comitato

Il San Paolo diventa museo a cielo aperto, ma scatta la polemica sul murale “dimenticato”, quello dedicato a Santa Rita, in via Giuseppe Candura, angolo via Pacifico Mazzoni. A sollevare il caso è il Comitato Santa Rita, che contesta il mancato richiamo all’opera nel racconto pubblico legato a “Fermata San Paolo – Stazione di Arte Urbana”, il catalogo-guida presentato nei giorni scorsi a Palazzo di Città e dedicato ai 24 murales realizzati da artisti di fama internazionale nel quartiere.

Secondo il Comitato, l’opera dedicata alla Santa, realizzata nell’agosto 2024 su una facciata affacciata sul giardino a lei intitolato, rappresenta uno dei luoghi più sentiti dalla comunità del rione e avrebbe meritato maggiore attenzione all’interno del percorso di valorizzazione del San Paolo come quartiere museale. Nonostante non sia stato realizzato nell’ambito del progetto, il murale in questione rappresenta un luogo prezioso per la comunità. “In questi giorni si parla tanto dei murales realizzati al quartiere San Paolo di Bari, ma si sono dimenticati del murale più voluto e richiesto per tanti anni dai residenti e da gente fuori quartiere: un murale dedicato a Santa Rita, molto venerata nel rione San Paolo”, denuncia Michele Genchi, responsabile del Comitato Santa Rita.

La contestazione nasce dal valore identitario e di devozione che l’opera ha assunto per gli abitanti della zona. Il murale, sottolinea il Comitato, non sarebbe soltanto un intervento artistico, ma un punto di riferimento per tante famiglie e devoti, non solo del quartiere, ma anche di altre zone della città e “addirittura turisti”. “Qui c’è tanta gente che viene a visitare il murale di Santa Rita”, spiega Genchi. “Molte famiglie arrivano da fuori Bari”. Il Comitato ricorda che l’opera è stata realizzata dopo anni di richieste da parte dei residenti. “Dopo tanti anni, nell’agosto 2024, è stato realizzato il murale di Santa Rita, un regalo fatto dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro per i devoti della Santa”, aggiunge Genchi.

Nella stessa area, ogni anno, viene organizzata una festa in onore di Santa Rita, molto partecipata nel quartiere. Per questo, secondo il Comitato, l’assenza dell’opera nel racconto ufficiale del nuovo itinerario rischia di lasciare fuori una parte importante della memoria popolare del San Paolo.  La polemica si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dell’arte urbana nel quartiere. Nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato “Fermata San Paolo – Stazione di Arte Urbana”, catalogo-guida edito da Sfera Edizioni e curato da Carlo Alberto Amodio, Donato Lorusso e Stefano Straziota della Galleria Misia Arte, con il sostegno del Comune di Bari – Municipio III e il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Bari e dell’Università Aldo Moro.

La guida racconta 24 murales del Quartiere Museale San Paolo, con mappe, testi descrittivi, fotografie, biografie degli artisti, contenuti in italiano e inglese e QR code per accedere a video di approfondimento. Il percorso comprende opere nate in più fasi: dal murale di San Nicola di Mauro Roselli, realizzato nel 2020, al progetto QM San Paolo del 2021, con interventi di artisti come Hogre, Manu Invisible, David Pompili, C215, Reka, Davide DPA, Chekos, Awer, Rizek e Skolp. La collezione si è poi ampliata con Sam3 e con il progetto SanPArt del 2024, dedicato alle eccellenze della Puglia. Tra le opere indicate nel catalogo figura anche “Donna Rita” di Nian, in via Gaetano Fiore. Ma il Comitato Santa Rita richiama l’attenzione sull’opera di via Candura, legata direttamente alla devozione popolare per la Santa e al giardino dedicato nel rione chiedendo di includerlo nell’itinerario artistico al fine di valorizzare un tassello prezioso per la storia del quartiere. “Si sono dimenticati l’opera più amata dai residenti”, conclude Genchi facendosi portavoce del malcontento di tanti altri residenti. Il nuovo catalogo resta di fatto una preziosa occasione per promuovere il San Paolo come itinerario culturale e museo a cielo aperto. Ma la protesta del Comitato apre una questione più profonda: nel racconto artistico del quartiere, evidenziano i residenti “non devono trovare spazio solo le opere più note o inserite nei progetti ufficiali, ma anche quelle nate da una richiesta popolare e vissute ogni giorno dalla comunità”.

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