Il litorale a nord di Bari si è svegliato immerso in uno scenario desolante, offeso dall’abbandono selvaggio di montagne di imballaggi e scarti a due passi dal mare. Una ferita che ha innescato l’immediata reazione delle istituzioni comunali, guidata dalla denuncia pubblica dell’assessora Carla Palone. A seguito delle segnalazioni, l’intervento della Polizia Locale è stato fulmineo e ha permesso di fare immediata chiarezza sulla dinamica dello scempio, escludendo categoricamente qualsiasi tipo di disservizio o ritardo nel ritiro da parte dell’azienda di igiene urbana Amiu.
Gli agenti sono riusciti a risalire in poche ore all’identità del responsabile: si tratta del gestore di un’attività commerciale della zona, che aveva scelto la costa come discarica abusiva per smaltire i materiali della propria impresa. Il bilancio dei controlli si è tradotto in un conto salatissimo per l’esercente, con verbali che toccano complessivamente i 1.450 euro. Nel dettaglio, sono state comminate sanzioni da 1.000 euro per l’abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti, a cui si aggiungono tre diverse multe da 150 euro ciascuna per la mancata differenziazione dei materiali, l’esposizione irregolare e il conferimento errato degli imballaggi. Oltre alla stangata economica, nei confronti del commerciante è scattata anche una diffida formale.
“Stamattina il litorale a nord di Bari si è palesato così: uno scempio. Guardare questa foto fa male”, ha dichiarato duramente l’assessora Carla Palone in uno sfogo affidato ai canali social. “Fa male perché siamo cresciuti respirando il profumo del nostro mare, perché questo litorale appartiene alla nostra storia, al nostro quotidiano, a tutti noi. E la domanda, amara, sorge spontanea: quando la cambiamo questa città, se prima non cambiamo la testa?”. L’esponente della giunta comunale ha poi voluto rimarcare come l’azione repressiva debba viaggiare di pari passo con la responsabilità civile, escludendo colpe della municipalizzata. “L’intervento della Polizia Locale è stato immediato e il responsabile di questa vergogna è stato rintracciato: è il gestore di un’attività commerciale, non è un mancato servizio dell’azienda Amiu. Sanzionare è doveroso, ed è un segnale chiaro. Ma la vera sfida è culturale. Amare Bari significa proteggerla, ogni singolo giorno. Cambiare si può, ma dobbiamo volerlo davvero tutti”.