BARI -Duemila studenti in più in un anno. L’Università Aldo Moro di Bari snocciola dati positivi sulle iscrizioni, registrando un incremento considerevole: si è passati da 53.536 studenti dell’anno scorso ai 55.239 di quest’anno. Ad aumentare non tanto gli immatricolati, per i quali si registra una lieve flessione (da 12.015 a 11.795) quanto gli iscritti negli anni successivi che passano da 41.521 a 43.444. “Abbiamo registrato un ottimo risultato – spiega Uricchio – frutto anche dell’attività di orientamento e di tutorato che abbiamo portato avanti fin nelle scuole superiori”. Hanno ripreso iscritti dipartimenti come quello di Giurisprudenza che l’anno scorso aveva registrano un notevole calo. Boom per le facoltà scientifiche. “L’Ateneo di Bari ha avviato un importante processo di rinnovamento – prosegue il rettore – aprendosi all’esterno. Non solo modificando l’offerta formativa in base alle esigenze del territorio, anche se c’è ancora molto da fare in quel senso, ma anche accogliendo professori dall’estero, ricercatori che possano dare il loro contributo qui a Bari”. Uricchio inoltre mira a trasformare l’area che circonda l’Ateneo in un vero e proprio centro universitario. E per farlo ha chiesto l’intervento dell’Ordine degli architetti: sarà presentato a breve un progetto che prevede la trasformazione di piazza Umberto, con la realizzazione di un ortobotanico, l’aumento delle zone pedonali, la creazione, in poche parole, di punti di incontro e di studio per i ragazzi. Stesso discorso per piazza Cesare Battisti: tra le idee c’è quella di organizzare proprio in quella piazza l’iniziativa “Il cenacolo del libro”.

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Intanto per maggio è atteso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei cento anni dalla nascita di Aldo Moro. L’Ateneo ricorderà lo statista, al quale è intitolata l’Università di Bari, e in quell’occasione inaugurerà il nuovo anno accademico.

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Scettici gli studenti che parlano di un calo delle immatricolazioni negli ultimi cinque anni, con una perdita complessiva di 11mila studenti.

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“Un quadro catastrofico, se pensiamo al fatto che la società odierna richiede livello di conoscenza sempre più elevati e che l’attuale numero di laureati è del tutto insufficiente se si vuole costruire un modello economico basato sulla ricerca e sull’innovazione -commenta Luca Ieva, coordinatore di Link Bari –  I due nuovi corsi di laurea che verranno attivati dal prossimo anno non possono in alcun modo colmare l’emorragia di docenti e attività didattiche andate perdute. Serve al più presto un rifinanziamento completo del sistema, politiche di assunzione del personale che non discriminino gli atenei del Sud e un sistema di diritto allo studio adeguato, che garantisca a tutti la possibilità di accedere agli studi senza preoccupazioni di natura economica”.

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