BARI – Dal doppio libretto per gli studenti transgender ai convegni sul tema della parità di genere. Il rettore dell’Università Aldo Moro di Bari, Antonio Uricchio, elenca l’impegno del suo Ateneo nel garantire pari diritti a tutti e respinge le accuse dei ragazzi dell’associazione Link che hanno fortemente attaccato la sua decisione di autorizzare il convegno  “La Famiglia al centro dell’uomo” che si terrà domani sera nel palazzo delle ex Poste e al quale parteciperà Mario Adinolfi, ideatore del Family Day. “L’evento – scrive il rettore – è stato autonomamente organizzato non dalla nostra Università ma da una associazione studentesca, la quale ha fatto una formale e specifica richiesta di utilizzo di uno spazio universitario.\r\nDall’inizio del mio mandato, l’Ateneo di Bari non ha mai rifiutato richieste pervenute dagli studenti di utilizzo degli spazi universitari per l’espletamento delle loro iniziative, nella ferma convinzione che la componente studentesca debba essere parte attiva e viva, protagonista di un dibattito scientifico e culturale nella pluralità dei propri convincimenti e ideologie, sempre e comunque nel rispetto dei singoli e della collettività”. Sul tema della parità di genere, il rettore elenca gli eventi che si sono tenuti: i Dialoghi su Bari “International gender film festival”; il seminario su “Genitorialità omosessuale: teorie, testimonianze e vissuti”; il ciclo di incontri “Parole di carne”: violenze di genere e orizzonti di nonviolenza; “Visibili per scelta” sul tema dell’omofobia, transfobia e diritti; “Sbulloniamoci” contro il bullismo e l’omofobia, il seminario We want sex, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. “L’Ateneo barese – prosegue Uricchio – inoltre, è stato tra i primi in Italia a istituire il doppio libretto universitario per gli studenti protagonisti di un percorso di transizione identitario di genere ed è da sempre attivo per la promozione di iniziative, anche legislative, improntate al riconoscimento dei diritti e delle libertà e alla lotta ad ogni forma di discriminazione”. Ed infine conclude:  “L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro è uno spazio plurale destinato istituzionalmente a favorire il dibattito e il confronto anche sui temi più diversi e spesso, come in questo caso, di stringente attualità. In queste circostanze la scelta è operare una censura generalizzata e preventiva, in distonia con i valori immanenti di libertà e dialogo, oppure continuare a garantire il confronto e il dialogo, salvaguardando in ogni caso la tutela dell’uomo come singolo e nelle formazioni sociali a cui appartiene o aderisce. Quest’ultima è la strada – conclude – che il nostro Ateneo ha inteso percorrere, per la crescita e promozione della comunità universitaria e più in generale della società civile”.\r\n\r\nIntanto Filippo Melchiorre, consigliere comunale di Fratelli di Italia e organizzatore dell’evento insieme e Marcello Gemmato (presidente dell’associazione Levante) ha chiesto alle forze dell’ordine di prevedere un presidio durante il convegno di domani.

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