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BARI – La Città metropolitana di Bari si è candidata a Capitale italiana dei giovani per il 2017. Il titolo viene assegnato annualmente alle città che ha messo in campo efficaci politiche giovanili, valorizzando la creatività e la progettualità dei giovani, favorendo e stimolando la partecipazione attiva delle nuove generazioni. Il riconoscimento è promosso dal forum nazionale dei giovani (Fng), in collaborazione con il dipartimento della gioventù della presidenza del Consiglio dei ministri, l’agenzia nazionale per i giovani (Ang) e Anci giovane. La Città metropolitana di Bari, dunque, con i suoi 200mila studenti e 90mila universitari, custodisce un bacino di presenza giovanile imponente sulla popolazione complessiva (22%) e presenta un tessuto demografico giovanile tra i più significativi d’Italia. Un’area segnata da un’infrastruttura scolastica capillare, da un’ampia rete universitaria e di ricerca, da un tessuto industriale a forte vocazione tecnologica e un capitale umano qualificato giovanile. Inoltre, gli impegni profusi dai 41 Comuni dell’area metropolitana di Bari hanno consolidato un sistema favorevole allo sviluppo delle competenze e dell’espressività giovanile. “Investire sulle nuove generazioni è la prospettiva politica più importante che un’Amministrazione può darsi per trattenere i suoi talenti e garantirsi una sostenibilità di lungo periodo – afferma il sindaco metropolitano, Antonio Decaro – la Città metropolitana vanta una infrastruttura scolastica, di ricerca, culturale ed economica che va valorizzata, messa maggiormente a sistema e orientata allo sviluppo di nuove occasioni di lavoro e di crescita per i nostri giovani”. “La candidatura a capitale italiana dei giovani – prosegue il vice sindaco metropolitano, Michele Abbaticchio – è frutto di un lavoro di staff fortemente indirizzato dalla volontà politica di tutto il consiglio metropolitano: la visione strategica è stata deliberata a gennaio con l’imperativo di valorizzare i nostri talenti, offrire ai nostri ragazzi una terra più vicina alle loro aspettative con nuovi centri di aggregazione e nuove prospettive lavorative. Stiamo cambiando, insieme, una intera generazione di pensiero politico”.


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