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BARI – E’ un normalissimo venerdì mattina. Borderline 24 – il Giornale di Bari – è alla stazione. Obiettivo? Ascoltare i fruitori dei servizi Amtab perché tra multe, aggressioni e promesse, sono loro a utilizzare gli autobus e sempre loro che ogni giorno ne misurano le condizioni. Sono studenti ma anche lavoratori che dalle periferie arrivano in centro. Vanno tutti di fretta. Perché sono quasi tutti già in ritardo.

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“Ogni mattina prendo il numero 4 che da Ceglie del Campo arriva in centro. Dovrebbe passare alle 7 e 5 ma arriva quasi sempre con 20 minuti di ritardo”. Ida è una studentessa. “Gli autobus sono sporchi e non funzionano e poi sono pericolosi”. “No – precisa – io non ho paura. Ma sentite cosa mi è successo”. Richiama l’attenzione delle sue amiche e prosegue: “Una volta ero in pullman con mia madre e mia sorella e ci siamo accorte che un uomo ci stava fotografando. Noi siamo scese dall’autobus e ci ha seguito. Ha continuato a farlo anche nei giorni successivi”. “Poi che cosa è successo?”, le abbiamo chiesto. “Poi ha preso un sacco di mazzate”, dice ridendo.

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Passiamo oltre. C’è Miriam con lei che non ha dubbi: “Il peggiore è il numero 10. Quello non passa mai. Abito a Madonnella e devo arrivare a Poggiofranco per andare a scuola”. Taglia corto la terza amica: “Nessun pullman arriva puntuale. Meglio il servizio scolastico. Almeno se arriva in ritardo, siamo giustificate a scuola”.

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E il problema non è solo la puntualità. Lo racconta la cronaca quotidiana.

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“Una volta un autista è stato aggredito. Sono intervenuto, ma ho rischiato di prendere botte anche io. Fanno tutti finta di non vedere perché hanno paura”. Michele ha 85 anni e con sé i ricordi di quando almeno anziani, donne e bambini erano al sicuro. Oggi non basta per tornare a casa senza un’aggressione subita e la paura negli occhi. “Io ho l’abbonamento” – prosegue Michele. “E’ giusto punire chi non paga il biglietto. Sono dei malandrini”. E sull’aumento di 10 centesimi sul biglietto, si alza un coro unico e condiviso: “Se non migliorano i servizi, il biglietto non può aumentare neanche di 1 centesimo”.

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Insomma l’Amtab è bocciata da tutti o quasi. Riusciamo a beccare le uniche voci fuori dal coro della mattina. Sono due lavoratori di San Severo. “Prendiamo il pullman per andare alla Stanic (n 7 e 17 ndr). Arriva puntuale”. Dopo 10 minuti ripassiamo e sono ancora qui. “Mi sa che dobbiamo ritrattare l’intervista” – dicono. Ma noi non abbiamo dubbi: siamo noi giornalisti a portare sfiga. Anche quando i servizi proprio non funzionano, quando è un miracolo tornare a casa incolumi, è un po’ colpa nostra che lo scriviamo.


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1 COMMENTO

  1. Sono un cittadino barese che da 4 anni ormai vive pero’ a Bruxelles. Anche qui lo sport di lamentarsi per i servizi inefficienti é diffuso, anche se per chi come me viene dalla conoscenza di standard qualitativi come quelli AMTAB, sentire un brussellese che si lamenta perché la metro é in ritardo di 1 minuto, o perché il bus che doveva passare ogni dieci minuti, invece passa almeno con un ritardo di due, a volte fa davvero sorridere.\r\nOgni volta che torno a Bari mi capita di dover prendere almeno una volta un bus…beh, che dire, trovarne uno in orario – o almeno con uno scarto fra orari rpevisti ed orari effettivi che possa definirsi accettabile – é a dir poco un’impresa. Normalmente, almeno per le linee che più spesso mi trovo ad utilizzare – 21 e 22 – quel che succede é che i bus proprio non passino, o almeno portino ritardi di non meno di 15/20 minuti. Il che é tutto dire, se si considera che anche se tutto dovesse funzionare alla perfezione, tranne che per gli orari di punta – dove ci sono si più corse, ma anche tendenzialmente ancora più disservizi – la frequenza media dei bus dovrebbe essere di circa 40 minuti. Ora, mi domando, in una città come Bari che, per quanto si fregi del titolo di città metropolitana, non é certo vasta come New York, ma nemmeno come Bruxelles, che senso ha prevedere un servizio bus con una frequenza simile? Nel tempo che si dovrebbe aspettare ad aspettare un autobus come quelli che prendo io, a Bari il percorso da fare si potrebbe percorrere anche a piedi! Il che male non farebbe (anche se poi chi a camminare non ce la fa, semplicemente “si attacca”) ma certo non si concilia con le esigenze di un trasporto pubblico che evramente possa essere considerato efficiente e dissuasivo nei confronti dell’uso dell’auto come unica soluzione temporalmente sostenibile per spostarsi in città. Facendo l’esempio di Bruxelles, durante i giorni feriali la metro passa con uno scarto medio di 5 minuti fra una corsa e l’altra, mentre metro e bus tendenzialmente passano massimo ogni 15 minuti. risultato: vivo qui da 4 anni, ma di comprare un auto non mi passa neanche per la testa, non per spostarmi in città almeno.\r\nQuanto al capitolo pulizia dei mezzi, per non parlare della loro “anzianità”, onestamente é meglio stendere un pietoso velo. aggiungerei pero’ un capitolo alla vicenda, ed é quello relativo alla capacità degli operatori AMTAB di interagire in maniera civile con il pubblico. Possibile che anche ad una richiesta di informazione il solo modo in cui ci si possa aspettare di ricevere risposta debba necessariamente essere improntato alla più assoluta scortesia? ed anche quando si domanda di vedere il biglietto, é davvero cosi inconcepibile che ci si possa rivolgere all’utente utilizzando ogni tanto un grazie e un per favore, non dico addirittura augurando buona giornata, ché quello sarebbe troppo, per carità. E anche dove si incappi nel furbetto senza biglietto, possibile che ci si debba sentire sempre e soltanto apostrofare in dialetto e trattati come pericolosi criminali recidivi? \r\nBen venga la crescita dei controlli, che ho notato, perché i “portoghesi” sui bus cittadini erano davvero troppi, e passi anche per un aumento tariffario….ma queste risorse liberate devono essere dedicate a migliorare il servizio, rendendolo almeno sufficientemente efficiente da giustificarne l’esistenza.\r\nQualche passo avanti, rispetto all’epoca buia pre park and ride, si é fatto. Ma la sufficienza é ancora un obiettivo ben lontano dall’essere raggiunto.

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