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Al convegno Anci odierno, svoltosi a Bari, sul tema delle Azioni di contrasto alla violenza di genere e alla tratta, sono intervenuti anche il vicepresidente Anci Puglia, nonché sindaco di Bisceglie Francesco Spina, Francesca Bottalico (Assessore Pari Opportunità Comune Bari) e Irma Melini (consigliere comunale di Bari e presidente Commissione Immigrazione Anci Nazionale)\r\n\r\n“Questo è un evento di grande valore culturale, anche come metodologia vera di contrasto alla violenza contro le donne. – ha dichiarato il vicepresidente Anci Puglia Francesco Spina – Il coinvolgimento delle istituzioni diventa  fondamentale. I sindaci devono essere in prima linea anche su questa, soprattutto devono accettare il ruolo di coordinamento, il principio di sussidiarietà oggi ci porta ad accettare con grande umiltà il ruolo concreto sul territorio delle associazioni e  del volontariato, che forniscono contributo fondamentale per la sicurezza e per la coesione sociale.  Negli ambiti sociali di zona i Comuni possono individuare delle azioni chiave per contrastare il fenomeno e sostenere le associazioni di categoria, anche attraverso azioni di raccordo e convenzioni mirate.  Bisogna intervenire in maniera adeguata nei casi di violenza contro le donne, è un dovere prima di tutto istituzionale: significa tutelare il diritto alla vita, alla salute a alla libertà delle donne e degli uomini delle nostre comunità. Mi auguro che tutte le istituzioni sappiano predisporre politiche e misure di protezione e di assistenza in favore di tutte le vittime di violenza, come sancito dall’articolo 1 della Convenzione di Istanbul. Mi auguro che tutti gli operatori, che lavorano ogni giorno per e con le vittime di violenza, continuino a tessere le maglie di strategie di rete e di sistemi efficaci di protezione e che i Centri Antiviolenza, con il loro contributo specialistico, continuino a rappresentare un prezioso valore aggiunto con le loro azioni di contrasto al fenomeno. Tutti i cittadini, in ugual misura, devono lottare perchè si diffonda la cultura del rispetto, del dialogo e dell’accoglienza.\r\n\r\nFrancesca BOTTALICO (Assessore Pari Opportunità Comune Bari) ha sottolineato che “è importante aver organizzato questa iniziativa a Bari, città del sud fragile per certi  versi, ma anche piena di risorse, Città fortemente impegnata nel contrasto alla violenza sulle donne con il Progetto Binario rosa. Nonostante il lavoro quotidiano che le istituzioni svolgono – ha detto l’assessore Bottalico –  e nonostante le denunce che aumentano, il fenomeno continua ad esistere; nel 2014 Bari è stata individuata quale terza città in Italia, dopo Roma e Torino,  per casi di femminicidio, ancor più grave rispetto al problema della violenza. Quindi il fenomeno richiede continua attenzione, bisogna consolidare sempre piu programmi di azioni di contrasto, a partire dalla tutela, difesa e accoglienza delle donne stesse. L’attività deve riguardare la dimensione culturale, la violenza nasce spesso da un cattiva educazione alla differenza di genere, pertanto diventa fondamentale il lavoro di prevenzione, di educazione alle differenze, il lavoro con le nuove generazioni, ma anche il lavoro con gli autori della violenza stessa. Contrastare il fenomeno significa anche interrogarsi su come societa’ e comunita’ diventano fattori di rischio per il diffondersi della violenza. Bari, oltre ad avere un centro antiviolenza istituzionale, finanziato dall’assessorato al Welfare, ha anche molte realtà associative significative. La violenza deve essere attenzione di tutti, la formazione è fondamentale per chi lavora su questi temi, ma è necessario anche portare il problema su una dimensione più ampia, la violenza deve essere attenzione di tutti e deve essere analizzata e affrontata a diversi livelli.\r\n\r\nIrma Melini (Consigliere Comunale di Bari e Presidente Commissione Immigrazione Anci Nazionale), nel suo intervento ha messo in evidenza la connessione tra sistema di accoglienza e fenomeno della tratta. Quali amministratori – ha detto Melini – bisogna guardare i fenomeni che abbiamo davanti agli occhi, oltre alla violenza che avviene tra le mura domestiche, anche a quella che avviene sui minori, fenomeno nascosto, celato, che appartiene alle mafie locali, è un fenomeno che riguarda per esempio lo sfruttamento delle donne nigeriane, un fenomeno che non si riesce a riconoscere. Certamente bisogna anche migliorare il sistema normativo in materia di tratta. I numeri sono quelli del sommerso e le leggi non tutelano le vittime. Le differenze, di genere o di razza rappresentano un crescita, un miglioramento dell’esperienze e di condivisione futura,  ed ecco che diventa importante e determinante il ruolo del “pubblico” e il dovere istituzionale di intervenire. Non bisogna far rimanere questi fenomeni sotterranei,  per evitare di alimentare la mafia dello sfruttamento, della prostituzione e dell’accattonaggio. Non si può far finta di non vedere in un paese civile e moderno. Le nostre battaglie, come associazioni di categoria, devono tendere a migliorare le leggi, a utilizzare gli sportelli unici, a migliorare il sistema accoglienza dell’ immigrazione, affinché  il sistema di accoglienza non sia utilizzato per lo sfruttamento, perché e questo che sta accadendo. In questo paese non c’è un ministro per le pari opportunità, ma avere tanti amministratori eletti, deve riportarci alla verso la responsabilità di migliorare almeno le città in cui viviamo. Il fenomeno della tratta, della prostituzione, della violenza nelle case o per le nostre strade è un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti è che va combattuto con gli strumenti che abbiamo”.


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