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BARI – L’appuntamento è al Joy’s Pub in corso Sonnino, a Bari: è quì che, venerdì sera alle 21, “The Persuaders”, presenterà il nuovo progetto musicale di Beppe PetruzzellaKranker Hund. La storia musicale di Petruzzella parte nel ’91 e fino al ’98 vede la sua partecipazione in band di rock alternativo: Rewolcano e Via delle case sparse senza numero civico. Ha iniziato a sperimentare con il progetto chiamato P.oZ insieme ad Antonio Bufi e Antonello Lisena, fondendo campionamenti, elettronica, strumenti tradizionali e oggetti di metallo, plastica e qualsiasi altro materiale emettesse suono, dando vita ad una performance live chiamata Zulum Babalum. Il gruppo P.oZ continua ad esistere ancora oggi portato avanti da Antonio Bufi ed Antonello Lisena, con due dischi all’attivo, “61:16” auto prodotto e “2974 Musik for dark airport” per l’etichetta Seahorse recordings. Petruzzella ha, invece, intrapreso il suo progetto solista, Kranker Hund, che in italiano significa “Cane Malato”. Kranker Hund nasce dall’esigenza di ritornare a fare musica dopo aver abbandonato tutto per quasi 15 anni, componendo da solo, con l’ausilio di un computer: “Isolato dal mondo, come fanno i cani, che si isolano per ritrovare le forze, per ritrovare se stessi e tornare a vivere”. Il computer non è solo un mezzo. Il software con cui Petruzzella crea è utilizzato come un vero e proprio strumento musicale. Non si tratta di attaccare dei suoni insieme, di creare un collage. Ad esempio, un suono semplice come quello del jack nell’amplificatore viene elaborato attraverso gli effetti e a volte ci si impiega anche otto ore per ottenere un suono. Un progetto che non segue un genere musicale ben definito, ma che cerca di mescolare le passate esperienze musicali e non, passando da atmosfere rock, dark, ambient, minimaliste, ad elettronica anni ’90 ed elettronica sperimentale. Alcune delle tracce solo musicali verranno utilizzate a giugno 2016 in uno spettacolo teatrale sulle opere di William Shakespeare con la regia di Franco Ferrante. In altre tracce, la voce non si esprime con il canto, ma con dei racconti tratti da due libri: “L’orata spudorata” e “L’orata innamorata” scritti da Antonio Bufi e Luca Moretti ed editi dalla Coniglio Editore, in modo da rendere la voce l’anello di congiunzione fra il teatro e la musica.


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