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Sì, no, forse. Non voto oppure lascio la scheda Bianca. Il balletto della politica in salsa Pd continua a pochi giorni dal referendum del 17 aprile. Mentre la confusione degli elettori pugliesi cresce tra foto di mare deturpato dal petrolio e quesiti non del tutto chiari (o non sufficientemente compresi). Insomma confusione nella confusione.\r\n\r\nSenza entrare nel merito di cosa sia giusto votare, vorremmo fare una riflessione su quanto sia giusto recarsi alle urne, innanzitutto, e schierarsi. Perché il voto è una responsabilità civile alla quale non ci si può sottrarre. Sbaglia, a nostro parere, il presidente del consiglio Matteo Renzi quando sostiene che è un diritto anche non votare. Sbaglia anche chi dice che voterà scheda bianca perché – così facendo – genera altra confusione. E ne spieghiamo il motivo. Il professore Franco Cassano – per esempio – nel confermare la sua decisione di votare scheda bianca argomenta:\r\n\r\n“Nel suo atto di nascita il partito democratico si propose ambiziosamente come la confluenza di più tradizioni tra le quali quella del riformismo ambientalista. Una tensione tra queste tradizioni è possibile, ma oggi più che mai trovare una sintesi è necessario ed urgente, non solo per il Partito Democratico, ma per il paese. È per questa ragione che voterò scheda bianca. C’è molto lavoro da fare, molti monoblocchi ideologici da smontare, ed è bene che, quale che sia l’esito del voto, si torni al più presto a parlare con serenità: tra tutela dell’ambiente e tutela dell’occupazione occorre costruire, a sud come a nord, un circolo virtuoso e perché questo accada occorre disponibilità al confronto, l’intelligenza di tutti e la volontà di tornare al future”.\r\n\r\nPosizione condivisibile se non fosse che il sindaco di Bari Antonio Decaro – l’equilibrista per antonomasia – anche lui nel popolo delle schede bianche del Pd, non dicesse qualcosa di diverso: “Personalmente, non ritenendo il quesito referendario determinante per le vicende del nostro territorio, parteciperò al voto con la scheda bianca, augurandomi che il referendum raggiunga il quorum e che i cittadini che si sono formati un proprio giudizio possano decidere per il sì o per il no, con la certezza che la battaglia per vietare le trivelle nel nostro mare, l’abbiamo già vinta”.\r\n\r\nDecaro postula, quindi, che la guerra contro le trivelle – che sente una sua battaglia – è già stata vinta.  Ma il giorno del concertone organizzato dal popolo del sì, capeggiato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, condivide su facebook il suo stato di salute: “Sono malato. Resto a casa. Potrei vedere un film o mettere qualche canzone su fb. Che dite? Mi sa che mi farete vedere un film”.\r\n\r\nNel Pd sono tanti a confermare la scheda bianca. Più che un sì o un no alle trivelle nel mare Adriatico, a nostro parere, i politici voteranno a favore di Renzi o di Emiliano. Oppure – con la scheda bianca – decideranno di non prendere posizione perché a volte è più comodo. Resta solo a noi, quindi, il compito di togliere la veste politica a questo referendum. Di restituirgli una dignità democratica, cercando di capire se e come il nostro mare sarà tutelato, con un no o con sì. La cosa più importante, quindi, resta votare.


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