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Terminata la scuola media il mio desiderio era quello di diventare un ragioniere, ma mia madre mi indirizzò verso il settore alberghiero, al Perotti di Bari. Quindi devo ai miei genitori il mio avvicinamento al mondo della ristorazione e l’inizio della mia passione.\r\n\r\nDopo aver lavorato allo Sheraton Nicolaus di Bari e al Grand Hotel D’aragona di Conversano per circa 7 anni, mi si presentò un’occasione lavorativa all’estero, in Inghilterra, dove avrei avuto anche la possibilità di imparare la lingua e seguire corsi per diventare Hotel General Manager. Mentre svolgevo le mie mansioni lavorative per il The Compleat Angler Hotel ebbi il privilegio di servire sua maestà la Regina Elisabetta, il Principe Carlo e il Duca di Edimburgo.\r\n\r\nAttualmente sono fondatore e direttore delle operazioni per la mia compagnia di Private Chef e Hospitality.\r\n\r\nLa mia missione è quella di educare gli americani a mangiar sano, attraverso una catena di fast food che rispecchi la dieta mediterranea e che abbia come ingrediente chiave l’olio extra vergine d’oliva, possibilmente pugliese, ma anche verdure, proteine di carni bianche e pesce. Un dottore americano, Doctor Key, alla fine degli anni ’40 a Eboli, in Campania, scoprì l’ importanza delle proprietà nutrizionali dei nostri prodotti agro alimentari, tanto da stilare una dieta: la Dieta Mediterranea, alla quale appartengono solo sette regioni del sud Italia.\r\n\r\nPenso di essere stato fortunato a nascere nella mia terra, la Puglia, uno dei posti più belli del mondo, dandomi le basi per raggiungere grandi obbiettivi.\r\n\r\nLa differenza maggiore fra New York e la Puglia è principalmente l’ efficienza dei servizi, mentre professionalmente credo che NYC sia la capitale mondiale dell’ ospitalità e non solo, ma ho sempre nostalgia della “cucina di mamma”, del mare e da cittadino di Mola di Bari, chiaramente, ho nostalgia del pesce fresco.\r\n\r\n 


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