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Lo chiamavano Fiano, ma non lo era. Piaceva, ma non si sapeva che cosa fosse. Il Minutolo, piccolo gioiello misterioso dei bianchi di Puglia.\r\n\r\nIl Fiano sembra avere dimora, sin dall’800, in Campania, Puglia e Basilicata.\r\n\r\n13115512_10208360828009674_1956943945_nSi tratta di uve dallo stesso nome, ma con forma e sapore diversi. Il Fiano pugliese ha foglia e grappoli più piccoli, acini più rotondi, minore produttività e maggiore aromaticità. Ha buona acidità, alta sapidità, persistenza e struttura, con piacevoli note agrumate. E’ il Minutolo.\r\n\r\nE’ nel 2000 che Lino Carparelli – allora enologo di Torrevento, oggi titolare de I Pastini – avvia lo sbroglio della matassa. Con un gruppo di contadini e studiosi gira per i vecchi vigneti della Valle d’Itria, alla ricerca di antiche viti di Minutolo. In due anni raccolgono le gemme, le innestano e danno vita al loro primo vigneto. Il primo a uscire sul mercato è il Vigna Rampone, IGT Valle d’Itria. I 350 metri di altitudine, il suolo calcareo e l’escursione termica giorno notte hanno dato ragione alla scelta bianchista della cantina. Carparelli si è rivelato lungimirante pioniere nella produzione di un’uva, che oggi può reggere il confronto internazionale. Nel 2012 Radici del sud, associazione guidata da Nicola Campanile, organizza la prima verticale di Fiano Minutolo con il Vigna Rampone: la degustazione conferma le alte potenzialità del vitigno, con la sua amabile aromaticità e grassezza. Ma soprattutto, se ne è scoperta la relativa longevità; osservazione non da poco, considerata la passata e unilaterale vocazione rossista di Puglia.\r\n\r\n13180938_10208360827729667_258141580_nAll’edizione 2015 di Radici del Sud, sia la giuria nazionale che internazionale premiano come miglior vino nella categoria Minutolo il Pietregiovani 2014. Il titolare della cantina, Fabio Pietrogiovanni, inizia l’avventura nel 2008, dopo aver lasciato la carriera finanziaria a Londra. La passione lo conduce verso Acquaviva delle Fonti e la produzione di vino e olio in chiave esclusivamente autoctona. Presto scatta l’innamoramento per il Minutolo, che viene abbinato a un 5% di Verdeca per potenziarne ulteriormente la spalla acida. Nasce così un vino dalla facile beva, ma allo stesso tempo identitario e persistente; uno dei migliori.\r\n\r\nAltra cantina meritevole di essere citata è Polvanera, tra Acquaviva e Gioia del Colle, scavata per otto metri nella roccia calcarea. Si tratta di una struttura molto bella, che offre ospitalità rurale di ottimo livello. Filippo Cassano ne è proprietario ed enologo. Da sempre crede nel Primitivo e nei vitigni pugliesi vinificati in purezza. Il 2007 è la prima annata di produzione del Minutolo, ad oggi uno dei più eleganti e sapidi degustati.\r\n\r\nUn grazie e una lode a quei produttori che hanno emancipato la Puglia da un’immagine di soli vini rossi, strutturati e piacioni, fino a renderla una regione dall’offerta più completa e appetibile.\r\n\r\n 


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