BARI – Sicurezza, lavoro, immigrazione. Il tormentone Salvini attraversa l’Italia e arriva a Bari per la terza volta in quattro mesi. Il leader di “Lega nazionale”, prima di incontrare la stampa e i suoi sostenitori in via Sparano, visita il Cara.  “Bari è in pericolo” – tuona Salvini. E ancora: “Ho fatto visita al Cara questa mattina. Ci sono 1200 immigrati di cui solo il 15 per cento ha i requisiti per il riconoscimento dell’asilo politico. Il resto è libero di girare per la città e di fare guai. Devono tornare a casa loro”. Il boato di una cinquantina di sostenitori si alza. “Vai Matteo”, grida qualcuno.\r\n\r\nE ancora: “Il vostro sindaco parla di politiche di accoglienza e nel frattempo fa un selfie con un presunto terrorista”. Ancora un boato. Salvini dopo un breve comizio risponde ai giornalisti. Al momento non ha un’idea delle possibili alleanze in terra di Bari: “Innanzitutto parliamo di programmi, ho detto la stessa cosa anche a Berlusconi. E’ importante dare priorità alle emergenze e costruire un progetto”. Al di là del Cara, a Bari – secondo il leader di “lega nazionale” c’è tanto da fare soprattutto in termini di sicurezza.\r\n\r\n \r\n\r\n

\r\n\r\nUn breve passaggio sulle unioni civili (“La legge non è fatta bene, lo sostengono anche molti avvocati”) e poi tutti in fila per fare un selfie con il leader. Già, un selfie. Speriamo che a Salvini vada meglio che a Decaro e che stamattina nessun “presunto terrorista” abbia scelto di fare un autoscatto anche con lui.\r\n\r\nIl tweet del sindaco\r\n\r\nAntonio Decaro twitta la sua risposta a Salvini.\r\n”L’unico vero clandestino, da noi, è il razzismo. Ma siccome siamo una città accogliente, benvenuto a Bari, Salvini”.

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