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BARI – Il primo passo è stata la nascita di un gruppo su Facebook “Salviamo via Sparano” che ha superato già le 4mila adesioni. L’annuncio della gara e del prossimo avvio dei lavori di restyling ha messo in allarme diversi residenti e commercianti. Pronti ad una raccolta firme e ad una serie di manifestazioni di protesta. 

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“Il progetto nuovo – scrive il farmacista Giovanni Giua –  è peggio del precedente e trasformerà il “salotto di Bari” in una spianata di pietra e cemento senza un albero, senza fiori e senza cuore. E’ giunto il momento di ribellarsi”.

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\r\n\r\nC’è chi come Antonio Maiorano ha proposto l’avvio di una raccolta firme per dire no all’eliminazione delle 24 palme (che saranno tolte insieme ai vasconi centrali e spostate in alcuni giardini della città). E chi, scherzosamente, ha ritoccato il rendering simulando tombe di un cimitero dove sono previste le panchine.\r\n

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\r\nDiversi i punti sotto accusa del progetto: dal verde considerato assente alle poche panchine “scomode e senza schienale” alla “cementificazione” dell’intera strada.\r\n\r\n

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In realtà il gruppo che ora si chiama “Salviamo via Sparano” era già stato istituito  e nel corso degli anni ha seguito passo dopo passo quanto stava accadendo in merito al progetto di restyling. Ieri, una volta diffusasi la notizia della pubblicazione della gara per i lavori, è scoppiata la rivolta. “Facciamoci sentire, non condanniamo via Sparano”, annunciano alcuni residenti.

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Pronto a manifestare anche Fabio Romito, consigliere comunale. “La nuova via Sparano? È un obbrobrio. Chiederò il referendum popolare sul progetto, dobbiamo decidere noi. Devono decidere i baresi”.

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Sul fronte no anche la consigliera comunale Irma Melini che scrive sulla sua pagina facebook: “Il Consiglio rinviato ad oggi mi vedrà chiedere al sindaco di Bari di convocare anche i comitati di residenti e cittadini baresi sulla ipotesi sempre più concreta di riqualificazione di via Sparano. Confrontarsi solo con i commercianti, non è un metodo democratico, soprattutto davanti ad un’opera così invasiva, che peraltro paralizzerà il cuore della città proprio nel periodo natalizio e chissà per quanto tempo. Ricordo che non esiste alcun obbligo rispetto al concorso di idee, gia costatoci abbastanza”.

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