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BARI – “L’assunzione di altre 180 persone significa il fallimento della Fondazione Petruzzelli e per evitarlo è necessario dichiarare la soccombenza in tutte le azioni legali promosse dai lavoratori, per poi assumere tutti ed immediatamente dopo procedere ai licenziamenti”. Lo ha detto il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Massimo Biscardi, durante la sua audizione oggi a Bari nell’ambito dei lavori della sesta Commissione del Consiglio regionale pugliese, in ordine all’attuale situazione amministrativa ed alle prospettive future dell’Ente lirico sinfonico. Esistono infatti 181 ricorsi nei confronti della Fondazione lirica Teatro Petruzzelli di Bari, da parte di dipendenti assunti con contratto a tempo determinato. Sono state 21 finora le sentenze a favore dei lavoratori e analoga sorte dovrebbe riguardare 160 ricorsi pendenti. La condanna della Fondazione alla riassunzione dei lavoratori e al pagamento dei danni porterebbe l’Ente lirico a dover sopportare una spesa di circa sei milioni di euro, con conseguente rischio di liquidazione. \r\n\r\nNel prossimo consiglio d’indirizzo della Fondazione, giovedì prossimo, – ha spiegato Biscardi – proporrò questa strada da seguire, che sfrutta il licenziamento collettivo disciplinato dalla legge 223, per evitare il fallimento”. A pesare sulla stabilità dei conti sono quindi gli esiti delle vertenze promosse da 180 lavoratori che, prima del 2012, hanno prestato la propria opera in favore della Fondazione con contratti a tempo determinato, che per la mancata presentazione del documento di valutazione del rischio ai tempi della loro assunzione, chiedono ora la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. “Oggi non possiamo aumentare la pianta organica e pur volendolo o ritenendolo necessario potremmo farlo solo uscendo da piano di risanamento e sempre se avessimo i fondi necessari. È mio compito quindi – ha aggiunto – non far fallire l’azienda ed indicare i modi per scongiurare questa infausta eventualità. Infausta perché, al di là delle questioni umane e lavorative, tenere aperto il Teatro avrebbe costi rilevantissimi se non ci fosse più la Fondazione, che dà vantaggi maggiori rispetto ai fondi erogati”.


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