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Dovremmo offenderci quando qualcuno ci chiama con il nome di un’altra persona?\r\n\r\n“Porteremo Milan a top”, ma invece l’oggetto in questione era l’Inter. Questa una delle ultime gaffe verbali ad opera di un traduttore cinese nel corso di una recente conferenza stampa dell’Inter.\r\n\r\nFreud l’avrebbe chiamato “lapsus”, riferendosi a questi errori verbali che a suo dire riflettono pensieri inconsci, sentimenti nascosti e motivazioni. Forse il traduttore era un tifoso interista e desiderava inconsciamente che l’Inter venisse portato al massimo livello?\r\n\r\nIn realtà, sebbene Freud abbia dato inizio ad una importante riflessione su questi scivoloni, recentemente vari studi hanno dimostrato che chiamare un’amica con il nome di una cugina, o chiamare il proprio fidanzato con il nome di un ex non ha una diretta correlazione con desideri inconsci, ma dipende soprattutto da come il cervello organizza le informazioni e i nomi.\r\n\r\nPer fare un esempio pensate a quando i vostri genitori per chiamarvi a tavola prima di pronunciare il vostro nome pronunciano i nomi di tutti i fratelli, o peggio ancora quando i nonni prima del vostro nome fanno l’elenco di tutti i nipoti: “Mich, Gianfr, Carme,…, Annaa vieni a tavola!!”. La motivazione non è necessariamente data dal fatto che preferirebbero la presenza di tutti i nomi in elenco alla vostra. In particolare i ricercatori di uno studio condotto presso la Duke University suggeriscono che tutto ha a che fare con la categorizzazione cerebrale delle informazioni. Le persone tendono a scambiare i nomi delle persone con altre persone con le quali hanno un rapporto sociale simile: figli con figli, nipoti con nipoti, fidanzati con fidanzati. Una caratteristica particolare potrebbe attivare il ricordo che contiene caratteristiche simili in quanto sono state categorizzate allo stesso modo.\r\n\r\nMilan e Inter sono due squadre appartenenti alla serie A, sono due squadre conosciute, di cui si sente spesso parlare e sono due squadre che si sono avvicinate al mercato cinese. Sono tante le caratteristiche comuni che portano alla stessa categorizzazione: possiamo chiamare un nostro amico con il nome di un amico che pratica semplicemente lo stesso sport, oppure perché ha la stessa altezza! È possibile anche chiamare un proprio caro con il nome del proprio cane, in quanto per entrambi si prova tanto affetto.\r\n\r\nL’attivazione tra i nodi mnestici non riguarda solo quello che può essere la similarità semantica, riguardante il significato del nome o delle parole, ma anche la sola similarità fonetica, data dal suono della parola.  A tal proposito è famosa una frase pronunciata da Silvio Berlusconi: “Ed Enea diede luogo a una dinastia da cui nacquero Romolo e Remolo”.\r\n\r\nA volte le nostre gaffe hanno a che vedere con l’attenzione: mentre parliamo la nostra attenzione può focalizzarsi su elementi esterni al discorso. Quante volte per esempio mentre dialoghiamo con qualcuno leggiamo un sms e pronunciamo una parola contenuta in esso al posto di quella attinente al discorso?\r\n\r\nQuando qualcuno vi chiamerà con il nome del suo ex non prendetela subito come un’offesa, non mettetela subito sul piano dell’inconscio, ma provate a pensare che quando parliamo scegliamo in media 3 parole al secondo da un vocabolario che ne contiene circa 40mila: la probabilità che un lapsus sia dovuto al linguaggio inteso come compito cognitivo è molto più alta rispetto a quella attribuibile ai desideri inconsci!


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