“Ricapitalizzazione da fare subito, prima del 21 giugno, e massima disponibilità per il futuro del club”: Cosmo Giancaspro, imprenditore di Molfetta e socio di minoranza del Bari calcio, ha messo le carte in tavola, spiegando dettagliatamente le ragioni del suo dissenso con Gianluca Paparesta in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno e offrendo una sua versione sui vari oggetti del contendere. Se il termine della ricapitalizzazione è il 21 giugno, questa esternazione di Giancaspro è indicativa delle nubi che si addensano sul futuro del club, in attesa che il potenziale acquirente malese, Noordin Ahmad, dia segnali di voler dare un contributo concreto per il consolidamento della società.

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La ricapitalizzazione

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Giancaspro sostiene che la proposta di ricapitalizzazione approvata da Paparesta non lo ha convinto perché “risultava viziata dall’inesistenza di un piano finanziario che ne supportasse la fattibilità concreta, dall’omessa valutazione di ulteriori componenti negativi di reddito quali ad esempio i premi obiettivo eventualmente esistenti nei contratti dei calciatori e dello staff tecnico e dal mancato aggiornamento dell’andamento economico, patrimoniale e finanziario della società, nel periodo intercorso dal 1° maggio 2016 fino alla data della delibera”.

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La difformità tra la ricapitalizzazione del Bari Juve e quella del Bari

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In un passaggio dell’intervista  Giancaspro spiega le differenze dalla delibera adottata dalla Juve: “La delibera di cui si è occupato il Consiglio notarile Milanese  (n. 122 del 18 ottobre 2011) riguardava una società quotata e la stessa fu adottata, in deroga ai principi di legge, allo specifico fine di tutelare i soci di minoranza ossia l’azionariato popolare. Nel nostro caso, invece, quel tipo di delibera è stata adottata non al fine di tutelare il socio di minoranza ma per tutelare il socio di maggioranza. Invece di prevedere direttamente un aumento di capitale idoneo a ricondurre la perdita al di sotto di un terzo del capitale aumentato, essa prevede prima una riduzione parziale della perdita mediante l’abbattimento del capitale da 2 milioni di euro a 50mila euro, soltanto allo scopo di evitare l’estinzione del pegno costituito sulle vecchie azioni a garanzia di un debito personale del Dott. Gianluca Paparesta, e poi l’aumento di capitale. Vi sono, inoltre, tutta una serie di ulteriori anomalie che i miei legali e consulenti provvederanno a far valere qualora sia necessario“.

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Accordi non mantenuti da Paparesta

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Il socio di minoranza evidenzia la presenza di accordi non mantenuti da Paparesta, e rinnova la sua disponibilità a fare di tutto per salvare il Bari, salvo sottolineare come dal 21-22 giugno in poi sia complesso l’iter per l’iscrizione al nuovo campionato, e al riguardo esprime l’auspicio che si possa anticipare la ricapitalizzazione.

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Contratti Infront

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Rispetto all’indiscrezione che un cambio del socio di maggioranza possa far decadere gli accordi commerciali con la Infron, Giancaspro ha replicato affermando di non conoscere i contratti firmati da Paparesta, ma – se dovesse diventare azionista di maggioranza – li ridiscuterebbe.

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