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Vito de Tullio in arte Vix Black o Niger, 29 anni, è lui il giovane artista emergente che abbiamo incontrato. Entrando in alcuni negozi di Bari spiccavano -tra abiti e accessori alla moda- delle sue opere su tela. Lo stile “street” con riferimenti “pop” e l’utilizzo di diverse tecniche e colori ci hanno incuriositi. Ecco ai lettori di Borderline24 la sua intervista.\r\nVixLa sua è un’arte con una scia “pop”, a cosa si ispira quando realizza i suoi quadri? Temi sociali o più introspettivi?\r\n\r\nNon ho un preciso argomento al quale mi ispiro, in generale posso ispirarmi alla natura, all’ambiente a ciò che ho intorno; cerco di creare un legame tra armonia e caos, yin e yang, bianco o nero, di trovare la chiave che non li unirà mai. Molte persone dicono di me che ho la “guerra in testa”, quindi alcuni quadri rappresentano temi sociali, individuali o umani. Altri sono visioni interiori.\r\n\r\nCi può dire l’artista passato e presente che sente più vicino al suo spirito o alla sua linea di pensiero?\r\n\r\nSento di appartenere alla corrente futuristica e surrealista. Gli artisti che mi hanno più influenzato sono Van Gogh, Dalì, Picasso, Mirò, Kandinskiy, Basquiat, Bansky.\r\nIn particolar modo di Dalì mi appassionano le visioni surrealiste che è riuscito a esprimere. Picasso è quello che mi ha più influenzato per l’uso delle linee e delle forme. Basquiat appartiene al movimento che ho sempre supportato e che sempre supporterò: il graffitismo. Con la sua “arte povera” era capace di comunicare a un grande pubblico, il suo stato d’essere. Bansky lo reputo un genio della comunicazione oltre al fatto che è un fenomeno contemporaneo della street art; mi piace il modo sintetico e diretto che utilizza per fare arrivare i suoi messaggi.\r\n\r\nVixIl mondo dell’arte secondo lei è in evoluzione continua oppure, rispetto anche al tempo storico in cui viviamo, c’è una sorta di staticità anche nelle idee?\r\n\r\nSecondo me le idee ci sono, e ci sono anche molti artisti bravi. Il problema è che non si dà abbastanza spazio a tutti. Si dà più spazio all’arte dei “soldi”, agli artisti che hanno un nome già noto, ai “mercanti d’arte”. Quindi le loro opere si vendono molto più velocemente. In molti dicono che “la strada” sia la miglior galleria d’arte, quindi basterebbe proporsi in giro per strada, a titolo gratuito, in quanto secondo me l’arte è libera o almeno dovrebbe esserlo.\r\n\r\nLa pop art è stata molto influenzata dalla street art, da Bansky a Haring, anche nelle sue opere noto molte sfumature “urban”. Mi sbaglio?\r\nAssolutamente no, non sbaglia. Fin da piccolo imitavo e mi esercitavo a disegnare graffiti americani prendendo come primo spunto il movimento Wild Style nato in America alla fine degli anni 80. Mi esercitavo prendendo come spunto anche i graffiti europei e disegnando fumetti. Tra questi riprendevo molto lo stile fumettistico di Haring, che ho utilizzato su molti lavori su commissione.\r\nÈ presente un filo conduttore quando usa più tecniche e diversi soggetti all’interno dello stesso quadro?\r\nNon è presente un vero e proprio filo conduttore, non metto regole o canoni alla mia arte.\r\nNei miei quadri utilizzo spesso collage o installazioni: ritaglio immagini da copertine e utilizzo oggetti di qualsiasi tipo, dalla lattina agli occhiali rotti, dalla stoffa al cartone e così via; non metto limiti, se un dettaglio mi piace lo uso senza pensarci -carpe diem-. Nonostante ciò il fine del quadro è avvicinarmi il più possibile a quello di cui parlavo prima: la ricerca della chiave, dell’equilibrio tra il caos -dato dai dettagli delle immagini e degli oggetti- e l’armonia -data dai colori, dalle forme e dalle linee-.\r\n\r\nVixDa barese, in quale modo ritiene “fare arte” in Puglia? Pensa possa essere diverso in altre città o Paesi?\r\nFare arte in Puglia è molto difficile perché alcune persone non sanno apprezzare o non conoscono il valore comunicativo dell’arte. Diversamente ho riscontrato ciò a Milano e Roma, città che sono conosciute nel mondo per l’arte e per essere dei grandi centri artistici e culturali, si approcciano in modo più aperto e libero nei confronti degli artisti emergenti.\r\nHa già collaborato con altri artisti o partecipato a mostre collettive o pensa di farlo in futuro? Esperienze positive in tal senso?\r\nNon ho mai collaborato con nessuno ma mi piacerebbe farlo. Ho sempre fatto arte per me e penso che sia arrivato il momento per uscire dall’ombra. Ho esposto i miei lavori al “Pop Up the Sunday” all’ “Officina degli Esordi” e penso di farlo anche durante i prossimi anni. Nel frattempo sto cercando di propormi in varie gallerie d’arte qui a Bari e spero in futuro di poter andare oltre.\r\n\r\nDomanda finale: deve rimanere solo in una stanza bianca, può portare solo tre oggetti. Cosa sceglie?\r\nMi porterei un pennarello NERO, una matita e un blocco da disegno, e quella stanza non sarà più bianca.\r\n\r\n \r\n\r\nPagina facebook: NIGER the antihero


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