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BARI – Trent’anni di carcere per il 25enne Savino Berardi, uno dei presunti attentatori, accusato da carabinieri e Procura di Bari di aver piazzato l’ordigno che causò la morte del calciatore 27enne Domenico Martimucci, deceduto dopo quasi cinque mesi di coma per le ferite causate dall’esplosione del 5 marzo 2015 in una sala giochi di Altamura. La sentenza è stata emessa al termine del rito abbreviato celebrato dinanzi al gup del Tribunale Roberto Oliveri del Castillo. Risponde di strage aggravata dal metodo mafioso, omicidio volontario, sette tentati omicidi, porto e detenzione di esplosivi. Altre 3 persone sono a processo con le stesse accuse ma stanno seguendo il giudizio ordinario.\r\n\r\nLe indagini hanno accertato che la notte del 5 marzo una bomba dilaniò il locale causando il ferimento di otto persone, una delle quali, Martimucci. I presunti responsabili di quel fatto furono arrestati dai carabinieri a giugno 2015, incastrati dalle immagini di sorveglianza di un vicino distributore di benzina, che avevano inquadrato una Fiat Punto di colore bianco con un faro fulminato. Individuando l’auto da quel particolare, gli investigatori sono riusciti a risalire a esecutori e mandanti.\r\n\r\nAgli atti del processo ci sono intercettazioni telefoniche e ambientali oltre alle dichiarazioni di Mario Dambrosio (anche lui imputato) rese nell’ambito di un incidente probatorio. Stando alla ricostruzione fatta dalla Dda l’attentato fu progettato da Dambrosio per punire il proprietario dell’attività che aveva deciso di togliere dal suo locale le slot machine imposte dal gruppo criminale.


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