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Vi starete chiedendo per quale motivo vi ho sottoposto a questo “revival” anglosassone? Semplicemente per farvi capire che gli Inglesi in quanto a “cazzate” non li batte nessuno.

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Chiariamoci, non vorrei mai criticare il volere del popolo, solo che a volte, “…bisognerebbe fare una sorta di selezione tra gli aventi diritto al voto.(Cit.)”

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Il concetto di democrazia troppo spesso si sposa con quello di idiozia di massa, e succede che un evento come l’uscita di uno dei più importanti stati al mondo dall’Unione Europea, divenga un mero pretesto per sfogare la propria repressione storica nei confronti di chi non c’entra nulla.

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Si lo so, non avete la più pallida idea di cosa mi stia riferendo, ma è normale…Nessun giornale ne parla.

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I media in questo momento storico, sono più interessati all’andamento dei mercati e alle ripercussioni che il “Brexit” avrà sugli equilibri economici degli Stati dell’UE, ma qualcuno si sta chiedendo cosa sta succedendo nel Regno Unito?

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Ve lo dico io.

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Il “Day after referendum”, oltre che per lo strafalcione della Gazzetta del Mezzogiorno (è una cosa che può capitare a tutti, ma in una città che vive di dilettantismo come la nostra, non si aspettava altro che il passo falso di un “colosso” per sfogare la propria frustrazione da scribacchino), passerà alla storia non per quello che “fisicamente” è accaduto nel Regno Unito, ma per quello che psicologicamente è mutato e maturato nelle menti di molti Britannici, cosa?

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Un vero e proprio senso di xenofobia.

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Da un giorno all’altro, quello che era il popolo più multietnico del pianeta, si è trasformato in una sorta di esercito di “superuomini” metà Salvini metà Borghezio, ma incazzati come Gordon Ramsay quando vede mettere il formaggio sul pesce.

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A decine si contano le aggressioni verbali e non solo ai danni di chi in quella terra ha portato il proprio sudore, i propri sogni e le proprie speranze e sino a ieri ha ricoperto incarichi lavorativi che nessuno voleva occupare.

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Se sei nato a “London”, non puoi fare il lavapiatti in un Pub, per quello ci sono gli Italiani…

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Se sei nato a Oxfor, non puoi stare dietro la “frisola” a fare il “friscencips”, per quello ci sono gli Indiani…

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Se sei nato a Bristol, non puoi lavorare in cartoleria, per quello ci sono gli Spagnoli…

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Se sei nato a Liverpool, non puoi disegnare le strisce pedonali, per quelle ci sono i Beatles!!!

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Io ci scherzo, ci rido su, tento di stemperare i concetti per farveli “digerire” in maniera indolore, ma è solo una piccola rincorsa prima del salto. Quale salto?

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Questo:

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LETTERA DA LONDRA

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(testimonianza reale di un’Italiana residente nel capoluogo britannico)

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Ciao a tutti…Parlo a nome di tutti i miei amici nel Regno Unito, non importa se inglesi, europei o vengano dalla luna, io credo che siamo tutti singole parti della stessa macchina, dobbiamo vivere, studiare e lavorare tutti insieme e questo è ciò che rende Londra un luogo magico…Qui potrai incontrare persone provenienti da tutto il mondo…Questa è l’unica cosa che ho amato dal primo momento! Purtroppo la situazione ora sembra difficile.

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I giovani inglesi sono stati derubati di un grande futuro e di meravigliose occasioni diverse… Tutti giovani come noi. Ora ci sentiamo indesiderati e respinti, dopo che abbiamo lavorato sodo per essere integrati, imparato una nuova lingua, ci siamo spremuti come limoni fino all’ultima goccia di energia per “far guadagnare soldi”, sempre pronti a lavorare anche se il lavoro non è all’altezza delle nostre competenze e capacità. 3 aggressioni verbali razziste in tre giorni a seguito della Brexit, ho davvero bisogno di una reazione forte che mi faccia ancora credere che l’ignoranza non può avere il sopravvento, che gli uomini e le donne che nella metro sono stati zitti mentre venivo insultata da una ”signora” che mi sentiva parlare al telefono con mia madre e mi ha urlato << come ti permetti di parlare la tua fottuta lingua di merda qui, tornatene nella tua terra di merda >>… Voglio sperare che quella gente reagisca, alzi la testa e la voce che faccia sentire i razzisti feccia ,sì  FECCIA è così che ci chiamano ora…

\r\nhttps://www.facebook.com/Channel4News/videos/10153853027841939/\r\n

La proprietaria (Londinese) della caffetteria dove sono manager, ha pianto mi ha abbracciata e mi ha consigliato di non parlare italiano così mi scambiano per un’inglese…ma è davvero questo che dobbiamo diventare? Muti e omertosi davanti all’ignoranza? NO! Io no e molti come me dicono no! La mia collega veneta, lo chef siciliano, la commercialista indiana, la direttrice israeliana,

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L’operaio irlandese e con noi ancora, spagnoli, australiani, americani e tutte le Persone che sono la spina dorsale qui in Gran Bretagna che con il loro duro lavoro e con le loro splendide diversità hanno reso questa città meravigliosa!

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Non mi sento di aggiungere altro, perdonatemi, lascio a voi le considerazioni su quanto appena letto, perché un giornalista non dovrebbe suggerirvi cosa pensare, ma semplicemente sbattervi in faccia la realtà…Ed io credo di averlo appena fatto.

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Tenete duro ragazzi e ricordatevi che un serpente senza le sue ossa, è solo un verme!

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