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In netta diminuzione i reati ambientali in Puglia, nel 2015, soprattutto quelli legati al ciclo dei rifiuti, del cemento e contro la fauna. In aumento, invece, quelli della filiera agroalimentare. E’ quanto emerge dal rapporto di Legambiente “Ecomafia 2016: le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”, presentato a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Antonio Maruccia, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Lecce, Giuseppe Volpe, procuratore della Repubblica di Bari e dei rappresentanti regionali delle forze dell’ordine.

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Migliora la classifica generale della Puglia

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La Puglia ha migliorato la sua posizione nella classifica generale dell’illegalità ambientale, scendendo dal primo al quarto posto, con 2437 reati accertati, rispetto ai 4499 dello scorso anno. Sono 1962 le persone denunciate, 10 quelle arrestate alle quali si aggiungo i 717 sequestri effettuati. In aumentano risultano, purtroppo, i reati contro il patrimonio archeologico ed artistico: la Puglia è salita al settimo posto, con 31 furti di opere d’arte.

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Male Bari: tra le prime dieci città in Italia per illegalità ambientale

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Le statistiche sono negative per Bari che, insieme a Foggia, si piazza al decimo posto  della classifica provinciale per illegalità ambientale, con 636 infrazioni accertate.

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Tarantini: “ora una legge per semplificare l’abbattimento di ecomostri”

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“Nel 2015 abbiamo assistito ad una inversione di tendenza – ha detto il presidente Legambiente Tarantini – dovuta sia agli effetti del nuovo sistema sanzionatorio introdotto dalla nuova legge sugli ecoreati sia alla costante attività di repressione delle forze dell’ordine e della magistratura, che sta giocando un ruolo importante soprattutto sotto il profilo della deterrenza. A tal proposito ricordiamo l’impegno della Procura di Bari sulle strategie di contrasto al traffico internazionale di rifiuti e della Procura di Lecce sull’abbattimento di immobili abusivi. E’ fondamentale – ha continuato Tarantini- che il Parlamento approvi, in quest’ultima parte di legislatura, con urgenza una legge sui delitti contro gli animali e una normativa per semplificare l’abbattimento di ecomostri”.

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Maruccia: “Confisca più efficace del carcere”

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“Quella di Legambiente è un’opera sensibilizzazione culturale importantissima, anche per le stesse istituzioni – ha detto il procuratore Maruccia –. Credo che nel settore dei reati ambientali, come quello delle organizzazioni criminali, la confisca di un bene abbia maggiore efficacia del carcere. Come ritengo che sia efficace ogni demolizione di immobili abusivi.   Nel corso degli ultimi dieci anni le Procura di Lecce ha assistito ad un calo verticale delle iscrizioni di reato per  costruzioni abusive. Tutto ciò è merito del legislatore, intervento con la legge 68 del 2015,  dell’operato dei magistrati ma, soprattutto, della collaborazione con le altri istituzioni, su tutte la Regione e le forze dell’ordine”.

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Volpe: “Dal 1997 al mio insediamento la Procura non ha eseguito 330 sentenze di demolizione”

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“La magistratura e le forze di polizia stanno dedicando tutte le forze possibili per la repressione di reati ambientali – ha dichiarato il procuratore Volpe- E a Bari è fondamentale il lavoro che sta svolgendo il pm barese Renato Nitti per la repressione dell’ecomafia. Per quanto riguarda l’abusivismo edilizio si sono rivelate importanti le iniziative della politica regionale che hanno impedito il proliferare di ulteriori costruzioni abusive ma è fondamentale anche la diffusione della legalità ambientale. Quando mi sono insediato presso la Procura di Bari, due anni fa, ho trovato una situazione di totale abbandono della demolizione dei manufatti abusivi, per i quali c’erano 330 sentenze definitive, dal 1997 ad oggi, con ordine di demolizione non eseguito dalla Procura. Inevitabilmente, però, questa situazione denota il fallimento dello Stato. Continuerà a tutti gli effetti l’impegno della Procura di Bari per il contrasto ai traffici transfrontalieri”.

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I dati nazionali

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In Italia, cala di 3 miliardi il “fatturato” delle ecomafie, assestandosi a 19,1 miliardi di euro. Nel 2015 nella Penisola sono stati accertati 27.745 reati ambientali (più di 76 al giorno), arrestate 188 persone, 24.623 quelle denunciate. Nonostante il calo complessivo dei reati nel 2015, cresce l’incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove se ne sono contati ben 13.388, il 48,3% sul totale nazionale


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