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Ancora tagli nella scuola pubblica. Questa volta riguardano il personale Ata, ridotto di 114 posti su tutto il territorio regionale, di cui 29 assistenti amministrativi ( 8 a Bari, 2 a Brindisi, 7 a Foggia, 8 a Lecce e 4 a Taranto) e 74 collaboratori scolastici ( 22 a Bari, 6 a Brindisi, 16 a Foggia, 9 a Lecce e 11 a Taranto). I tagli seguono alla riduzione – annunciata – degli alunni: circa 4.500 in meno rispetto allo scorso anno, pari a 6 – 7 alunni per scuola.\r\n\r\nLa risposta dei sindacati non si fa attendere:\r\n\r\n”La nota dello scorso 30 giugno con cui il Miur decreta il taglio è l’ennesima dimostrazione di incoerenza tra il dire ed il fare”, dichiara Roberto Calienno (segretario generale Cisl per Puglia e Basilicata). Da una parte si continua a sostenere la tesi che il nostro paese può e deve ripartire dal mezzogiorno – prosegue – ma d’altro canto si continuano a tagliare posti di lavoro con conseguenze devastanti sulla qualità dell’istruzione pugliese. In realtà i posti in meno rispetto all’anno scolastico 2011/12 sono più di 650. Un vero stillicidio”.\r\n\r\nE ancora: “La precarietà delle nostre sedi scolastiche, l’impossibilità, per norma di legge, di sostituire il personale ATA assente e questo ulteriore taglio di personale non consentiranno il regolare avvio dell’anno scolastico; sembra impossibile persino assicurare la vigilanza sugli alunni e l’espletamento delle ordinarie attività amministrative delle scuole. La nota del Miur lascia poco spazio all’ottimismo accennando appena alla possibilità di recuperare posti con l’organico di fatto. Questa soluzione, tra l’altro estremamente aleatoria non soddisfa e non rassicura”.\r\n\r\n”Rivendichiamo posti di lavoro e qualità del servizio scolastico. Va positivamente evidenziato il fatto che la Direzione scolastica regionale ha condiviso le nostre preoccupazioni impegnandosi a chiedere fin da ora, al Miur, un recupero di posti già nel l’organico di diritto. Ad aumentare la preoccupazione il fatto che tale organico di diritto resterà invariato per un intero triennio. Sarebbe opportune – conclude – che le forze politiche pugliesi si adoperassero per una soluzione del problema a livello centrale”.


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