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Il professor Franco Introna, con sensibilità e tatto, si è rivolto così ai famigliari delle vittime che presidiano dalle prime ore del mattino l’ingresso del reparto di Medicina Legale del Policlinico di Bari: “Uno alla volta. Vi chiameremo noi”. Tanti chiedono di entrare, vogliono avere un contatto con i propri cari, al fine di riconoscere i congiunti o gli amici. L’emozione si fonde con la tensione.  “Dobbiamo vedere i nostri cari che sono morti – hanno urlato i parenti spingendo per entrare – dobbiamo stare tutti vicini”. La chiusura delle porte della clinica è stata motivo di ulteriori polemiche. Qualcuno ha gridato “vergogna, vergogna”, esprimendo il desiderio di svolgere in fretta il rito pieno di pietas del riconoscimento, ma i medici hanno di contro bisogno di tranquillità all’interno dei locali per lavorare con serenità\r\n\r\nIntrona: “Qui abbiamo 22 corpi. Un altro arriverà da Andria”\r\n\r\n”A noi risultano 23 vittime, 22 corpi sono già qui e un altro arriverà in giornata da Andria”: così Franco Introna ha fatto il punto, dopo aver impiegato la notte precedente nella preparazione delle procedure di riconoscimento da parte dei familiari delle vittime dello scontro tra i due treni avvenuto ieri mattina tra Corato e Andria.\r\n\r\nNei pressi dell’istituto di Medicina legale c’è anche il centro di accoglienza per i parenti. E’ stata predisposta assistenza con crocerossine e psicologi per cercare di contenere gli effetti di un lutto dolorosissimo.


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