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Sono 1326 i senza fissa dimora ospitati lo scorso anno nell’Help center della stazione ferroviaria di Bari, il centro di accoglienza messo a disposizione a Comuni ed associazioni da Ferrovie dello Stato. Lo spazio, gestito dalla cooperativa C.a.p.s, è rimasto aperto per 310 giorni, fornendo assistenza in prevalenza a persone extracomunitarie (53%). Pochi invece gli italiani (15%) e gli europei (6%) .\r\n\r\nI dati  sull’help center barese fanno parte del rapporto 2015 dell’Osservatorio nazionale sul disagio e sulla solidarietà nelle stazioni italiane, presentato questa mattina a Roma nella sede di Fs. All’incontro erano presenti il presidente e l’amministratore delegato del Gruppo Fs italiane, Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini, la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, e il direttore di Onds, Alessandro Radicchi.\r\n\r\nGli ospiti dell’Help center della stazione di Bari sono stati in prevalenza uomini (1118), minore invece la presenza di donne (134) e di transgender (4). Molti di loro si rivolgevano  per la prima volta (960) al centro, dove tre operatori sociali e due volontari hanno effettuato circa 117mila interventi. Ognuno degli ospiti si è rivolto al centro d’accoglienza in media sei volte all’anno, un numero inferiore rispetto al resto dell’Italia, dove si registrano dieci interventi mediamente per ogni persona in difficoltà.\r\n\r\nFabrizio Torella, responsabile Attività sociali d’impresa di Fs italiane, durante l’incontro ha sottolineanto “l’importanza del sinergia alla base del progetto Help center che ha reso possibile tutto questo: una collaborazione tra pubblica amministrazione, privato e Terzo Settore che è diventata di esempio a livello europeo, modello per tutte le altre reti ferroviarie”.


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