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BARI – E’ stato ascoltato dalla Procura di Trani come persona informata dei fatti. L’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, stamattina 22 luglio è stato convocato dal procuratore di Trani facente funzioni, Francesco Giannella, e dal pool di pm che indagano sullo scontro tra treni del 12 luglio scorso fra Andria e Corato, disastro ferroviario che ha causato la morte di 23 persone. I magistrati stanno cercando di capire perché, nonostante i fondi europei fossero a disposizione, la linea non sia stata ammodernata, con il raddoppio dei binari e l’automatizzazione.\r\n\r\n“L’audizione – spiega  Giannini – è durata il tempo necessario a ricostruire la vicenda, dal 2013 ma anche più a ritroso”. Giannini, che è assessore dal 2013, ha anche riferito di avere depositato in Procura ulteriori documenti, oltre a quelli già in possesso dei magistrati, riguardanti l’iter, le procedure e lo stato dell’arte dei finanziamenti destinati ai sistemi di sicurezza e del raddoppio della tratta di avere avuto il supporto tecnico dell’ingegnere della struttura assessorile di cui è a capo. Il procuratore Giannella lo ha ripetuto più volte che non si sarebbe fermato all’individuazione dell’errore umano che ha provocato lo scontro, ma che avrebbe scandagliato la vicenda.\r\n\r\nL’inchiesta sull’incidente vede al momento sei indagati, tra cui tre ferrovieri e i vertici della Ferrotramviaria, con le ipotesi di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Ma la Procura di Trani sta scavando sulle responsabilità di chi doveva vigilare sulla sicurezza della linea e sui ritardi nei lavori: il raddoppio della tratta Andria-Corato era finanziato fin dal 2009 ma sono stati necessari più di tre anni per ottenere l’approvazione del progetto da parte dei Comuni interessati.


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