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BARI – Fusione con Ferrovie dello Stato o fallimento. Nei prossimi 4 giorni si decide il futuro di Ferrovie Sud Est, l’azienda di trasporto barese. Sono due le soluzioni individuate dal commissario di Ferrovie Sud Est, Andrea Viero: annullare le perdite attraverso l’azzeramento del capitale sociale e la sua successiva ricostituzione; o, in alternativa, avviare una procedura concorsuale. Le due ipotesi sono state messe nero su bianco nell’avviso di convocazione dell’assemblea di Fse fissata per venerdì prossimo a Roma, negli uffici del ministero dei Trasporti. Ma la richiesta di fallimento presentata dalla Procura di Bari potrebbe cambiare lo scenario: “Non ci resta che attendere venerdì e capire quali sono, a questo punto, le intenzioni del socio unico”, ammette Viero.

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L’incontro a Roma

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Tra 4 giorni, a Roma, dovrebbe essere annunciata la fusione di Ferrovie Sud Est in Ferrovie dello Stato italiane, anche questo punto è all’ordine del giorno dell’assemblea convocata lo scorso 15 luglio. Non è da escludere, però, che persino questa operazione possa essere rinviata se non addirittura annullata, proprio ora che era giunta a conclusione dopo due mesi di lavoro sotto traccia. Insomma, il rischio concreto è che Fse, proprio quando era sul punto di uscire dal tunnel in cui era finita, possa tornare a rivedere il baratro del crack.

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Gli scenari

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Venerdì verranno discussi e approvati diversi punti: ad esempio, si voterà per lo scioglimento dell’accordo con Filben spa per il servizio di manutenzione rotabile con relativa internalizzazione; dovrà essere dato il via libera al deposito di nuovi esposti alla Corte dei Conti e alla Procura di Bari; Viero chiederà al socio unico l’autorizzazione ad avviare l’azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore unico di Fse, Luigi Fiorillo, e di tutti “i soggetti solidamente responsabili”, si legge nell’avviso di convocazione. E, infine, si discuterà – per l’appunto – della fusione in Fsi e “della copertura della perdita, mediante azzeramento del capitale sociale e contemporaneo aumento del medesimo a copertura della perdita residua e ricostituzione del capitale ad una cifra non inferiore al minimo di legge”. Oppure, “in alternativa – scrive il commissario Viero – apertura di procedura concorsuale”.


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