Telecamere, metal detector, ma anche una commissione di vigilanza che si occuperà di coordinare tutte le operazioni, di cui farà parte un rappresentante della Prefettura. L’Università di Bari punta tutto sulla sicurezza in vista dei test di ingresso ai corsi di laurea a numero programmato, che partiranno domani 5 settembre.

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I controlli di sicurezza

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Come spiega il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, si stanno predisponendo tutte le misure di sicurezza affinché non ci possano essere comportamenti scorretti da parte dei candidati. Tutti i ragazzi dovranno passare attraverso i metal detector prima di accedere all’aula d’esame, così da evitare che vengano introdotti cellulari o altro tipo di strumentazione elettronica. Le sessioni saranno registrate dal sistema di videosorveglianza. Inoltre i plichi saranno “scortati” da un rappresentante della commissione di vigilanza, che li seguirà da quando lasceranno il Cineca a Bologna fino al loro arrivo a Bari. “Il tutto – dichiara Uricchio – per garantire la massima sicurezza. Ci auguriamo che la presenza della videosorveglianza e dei metal detector, oltre al personale che sarà in aula, permetterà il sereno svolgimento delle prove”.

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Il calendario delle prove

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Intanto l’Ateneo registra una massiccia presenza di domande per le facoltà a numero chiuso: 12.871 sono le istanze ricevute dagli studenti, ma ad entrare sarà all’incirca un terzo di loro, ovvero 4.176. Si parte il 5 settembre alle 8.30 con Scienze e Tecnologie alimentari: 217 persone proveranno ad aggiudicarsi 135 posti. Più corpose le domande per l’accesso a Medicina e Odontoiatria: 2.670 parteciperanno alle prove del 6 settembre, per conquistare i 309 posti  disponibili. I candidati saranno dislocati in 44 aule divise tra Campus, Giurisprudenza, Economia e Policlinico. Il 7 settembre è la volta di Conservazione e Restauro dei Beni culturali (11 domande pervenuti per 10 posti)  e Veterinaria (450 aspiranti veterinari per 46 posti). Il giorno successivo toccherà a Scienze delle Attività motorie e sportive: alle prove parteciperanno 454 persone per 80 posti a disposizione, mentre il 9 settembre sono previsti i test di Scienze agro-ambientali e territoriali, a cui parteciperanno 238 ragazzi.

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Nelle settimane successive – fino alla fine di ottobre – si svolgeranno invece le prove per le Professioni sanitarie (13 settembre) con oltre 4mila candidati, il corso in lingua inglese di Medicina e Chirurgia (14 settembre), Scienze dell’educazione e della formazione (15 settembre), i corsi di laurea dell’Area scientifica e sanitaria (16 settembre), Scienze della Formazione Primaria (6 ottobre), Scienze dello sport (10 ottobre), Scienze infermieristiche ed ostetriche (26 ottobre) e Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione (26 ottobre).

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Le polemiche sui corsi

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E a pochi giorni dall’inizio ufficiale delle prove, continua la querelle tra associazioni studentesche e Ateneo sui corsi di preparazione ai test di ingresso. L’Università infatti non organizza corsi e gli studenti sono spesso costretti a partecipare alle iniziative delle stesse associazioni o organizzati da privati. In quest’ultimo caso però gli studenti possono andare incontro ad un vero e proprio salasso: i corsi possono arrivare a costare anche 2mila euro e, in media, si attestano comunque sui 1000 euro.

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Le associazioni studentesche, invece, chiedono contributi minori, quasi sempre al di sotto dei 50 euro, con sessioni di studio collettivo – i pre test – che durano solitamente una settimana e si organizzano a fine agosto. Vengono poi organizzati anche minicorsi intensivi su argomenti specifici delle prove, tipo i quiz di logica.

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