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BARI – Alcuni fori sono più datati, ma non hanno più di un mese di “vita”, ci assicura un investigatore. Gli altri, quelli visibili su un cartello stradale (“Stop”) in via Iqbal Masich, potrebbero essere stati fatti qualche giorno fa. No, non sono immagini tratte da un film ambientato nel Far West, no: siamo a Bari, quartiere San Pio e quelli sono buchi da arma da fuoco.

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San Pio, così è stato ribattezzato dal Comune qualche anno fa, come se bastasse intitolare un rione ad un santo per cambiare le sue sorti, cancellare il suo passato e, soprattutto, ridisegnare il suo futuro. Chiamatelo San Pio, se volete, ma purtroppo poco è cambiato rispetto al vecchio quartiere Enziteto. Qui – nonostante i tentativi lodevoli delle associazioni, dei volontari e delle persone perbene (la maggioranza) che vivono in quel reticolo di strade staccato dal resto di Bari come fosse un corpo estraneo – a “governare” sono ancora i clan. O meglio, il clan, quello degli Strisciuglio. E’ la cosca di Mimmo “la Luna” a spadroneggiare, a trasformare Enziteto (o San Pio) in un bazar della droga a cielo aperto, a far vivere nella paura quei baresi che vorrebbero un’esistenza normale.

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E che, invece, devono convivere con i colpi di pistola e di mitraglietta esplosi di notte a scopo intimidatorio o per “allenamento”. Già, allenamento: quello delle giovani “vedette”, ragazzi tra i 14 e i 18 anni che hanno ricevuto dal luogotenente della cosca l’incarico di pattugliare ogni via di accesso al rione, segnalare ogni spostamento anomalo o il passaggio delle forze dell’ordine. Si sentono già grandi così le piccole vedette, ma per sentirsi più “uomini” si fanno scortare dalle pistole. Armi che imparano ad usare per strada, mirando di notte contro i bidoni dell’immondizia, i cartelli stradali oppure contro gli alberi.

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Quei fori lasciati contro il bidone dell’immondizia in via Masich, secondo un investigatore, potrebbero appartenere a due armi diverse, un fucile e una pistola entrate in azione forse un mese fa; i buchi che scolpiscono lo “stop”, invece, sembrano essere stati provocati da una pistola mitragliatrice: i segni, infatti, seguono un’unica linea. Al di là di cosa li abbia generati e quando, quella è la firma della criminalità, non hanno dubbi gli inquirenti. “Qui comandiamo noi”, sembrano dire.

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Via del Rispetto, via della Gioia, via della Vita, via della Felicità, via dell’Amicizia: sono i nomi dati ad alcune strade dai bambini di Enziteto, ragazzini con la voglia di cambiare il mondo ma che hanno bisogno di supporto. Perché non basta cambiare un nome, affidarsi ad un santo o inaugurare una statua se poi, come avviene ancora, ad ogni angolo si spaccia. Ad Enziteto persino i tombini nascondono droga. E la statua di San Pio, posta all’ingresso, nulla può.


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