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Oltre 1200 baresi non hanno pagato il bollo auto fingendo di essere disabili. È quanto scoperto dalla guardia di finanza e dalla Procura di Bari al termine di una lunga inchiesta.

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L’indagine ha portato alla luce centinaia di omessi versamenti della tassa automobilistica (circa 1.200 nell’arco di diversi anni), per una evasione totale che ammonta a circa 250 mila euro, somma già segnalata per il recupero alla Regione Puglia.

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In particolare è emerso che per oltre 300 auto, esentati dal pagamento in quanto di proprietà o in uso a portatori di handicap, alla morte dell’avente diritto gli eredi, che per ciascun automezzo  potevano essere più di uno, non ottemperavano al versamento della tassa prevista e dovuta.

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Dei 300, per 190 sono stati individuati 666 eredi/proprietari, coinvolti singolarmente o in solido con altri, che sono stati segnalati alla Regione Puglia ed all’Aci provinciale di Bari al fine di avviare le procedure per il recupero delle somme dovute.\r\nEsaminate le singole posizioni, per 7 di loro è anche scattata la denuncia per l’ipotesi di truffa ai danni di un Ente pubblico perché “dall’indagine è emerso che, avendo fiscalmente in carico il disabile per conto del quale avevano presentato l’istanza di esenzione,  hanno dolosamente omesso di corrispondere, una volta deceduto il disabile, l’imposta di bollo dovuta”, sostiene la Procura.

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Per le restanti autovetture non essendo stati identificati gli eredi intestati ai disabili deceduti, è stata inoltrata una segnalazione ai titolare del tributo. L’esenzione si applica ai veicoli, condotti sia dai disabili che utilizzati per il loro accompagnamento, con limitazione di cilindrata fino a 2000 se con motore a benzina, e fino a 2800 se con motore diesel. Per ottenere l’esenzione bisogna presentare una domanda all’Aci, indicando la targa del veicolo. Nel momento in cui vengano meno le condizioni per aver diritto all’agevolazione (per esempio se il veicolo viene venduto o radiato, oppure, ci sia un miglioramento patologico o il titolare del beneficio decede), spetta all’interessato (o agli eredi dello stesso) darne tempestiva comunicazione all’ufficio competente.

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