Lo ha stabilito dopo 4 anni di “battaglie” il Giudice di Pace di Lodi dando, di fatto, ragione alla LAV che era ricorsa al Tribunale per opporsi alla sanzione comminata dalla Polizia Urbana della cittadina. L’associazione era stata ritenuta colpevole di aver introdotto un cane nel parco pubblico dei Giardini Barbarossa.

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Tale multa fu comminata durante una manifestazione indetta dalla Lav e dall’Associazione animalista Amici Animali Onlus proprio contro il divieto di accesso ai cani nei parchi pubblici. Tra le sei persone multate c’era anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla.

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Il Giudice, dando ragione alla parte ricorrente si è così espresso: “la più recente giurisprudenza amministrativa (…) si riporta a un indirizzo costante e consolidato il quale nega cittadinanza nel nostro ordinamento giuridico ai provvedimenti che limitano la libertà di circolazione ai conduttori di cani” (procedimento civile n.1083 R.G.2016).

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 “Si tratta di una sentenza importantissima le cui implicazioni devono estendersi a tutto il territorio nazionale. – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile Area Animali Familiari LAV Il Giudice di Pace di Lodi ha riconosciuto in sede civile ciò che oramai per la giurisprudenza amministrativa è un fatto consolidato: igiene, sanità e incolumità pubblica possono essere fatte rispettare mediante divieti e sanzioni dalla legislazione vigente, quali l’obbligo del guinzaglio e di raccolta delle deiezioni, senza ulteriore necessità di limitare a priori le libertà di movimento dei detentori degli animali d’affezione”.

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Sulla base di questa sentenza, quindi, non resta altro che attendere che tutti i sindaci italiani rimuovano i divieti di accesso da giardini e parchi.

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