Amgas – ex municipalizzata – paga 100mila euro all’anno ai gesuiti per la sede del Di Cagno Abbrescia che dal 2008 accoglie gli uffici dell’azienda. Il contratto – però – scadrà a ottobre 2017. Fabrizio D’Addario – direttore generale con l’appoggio del consiglio di amministrazione – ha chiesto al Comune – socio dell’Amgas – di individuare un immobile di proprietà che possa accogliere gli uffici dell’azienda. La richiesta è partita in via ufficiale prima a marzo scorso poi a luglio. Il Comune però non ha risposto nonostante la proposta dell’Amgas sembra assai allettante. L’azienda infatti si impegna a ristrutturare e a proprie spese l’eventuale immobile comunale. La decisione di non rinnovare il contratto con i gesuiti nasce anche per un altro motivo.\r\n\r\nDopo aver accolto alunni per diverse generazioni – infatti – le aule di quella che era una scuola sono state occupate da enti e uffici pubblici e privati. Cosa in realtà non regolare dato che la proprietà, donata dalla famiglia Di Cagno Abbrescia all’ordine religioso doveva avere la finalità di formazione scolastica. Per questo Amgas è alla ricerca di un immobile che sia regolare sotto un profilo urbanistico e che possa essere adatta alle esigenze degli utenti.\r\n\r\nE’ lecito chiedersi il motivo per il quale il Comune non si sia ancora impegnato nella ricerca di un immobile magari in stato di abbandono come ce ne sono tanti di proprietà comunale. Cosa che porterebbe un doppio  vantaggio per Palazzo di città una ristrutturazione e un successivo affitto.\r\n\r\n \r\n\r\n 

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