Coniugare efficienza sanitaria con l’umanità indispensabile per alleviare il dolore di un bimbo. Questa è la sfida raccolta e vinta dal professor Luciano Cavallo, direttore del reparto di nefrologia pediatrica nell’Ospedaletto di Bari, Giovanni XXIII, tra i più moderni ed efficienti della Puglia.\r\n\r\nProfessor Luciano Cavallo c’è una formula puntuale nel rendere modello un reparto ospedaliero?\r\n\r\n“Il segreto è avere personale disponibile, grossa esperienza clinica e ferrea volontà di lavorare in team per condividere difficoltà e conoscenze”.\r\n\r\nLa particolarità legata all’assistenza da riservare ai bambini?\r\n\r\n“Ci vuole voglia di comprendere quello che non è espresso a parole ma che passa dallo sguardo dei bimbi, dal movimento delle mani, dai sorrisi, dall’atteggiamento delle labbra. Bisogna imparare a leggere i segni e i messaggi non verbali”.\r\n\r\nLe maggiori criticità nella sanità pugliese? \r\n\r\n“Una per tutte. Si potrebbe fare di più per arrivare ad una liberalizzazione o una sostituzione dei medici che vanno in pensione. Ci confrontiamo quotidianamente con il problema dell’impossibilità di realizzare il turn over di medici e infermieri. E’ sotto gli occhi di tutti il rischio di un impoverimento dei reparto e della disposizione di turni più stressanti. C’è una carenza obiettiva di personale specializzato. Questo tema dovrebbe essere una priorità della politica regionale ma anche della politica italiana”.\r\n\r\nNella routine di reparto, c’è qualche momento quotidiano che la rende orgoglioso?\r\n\r\n“Mi emozionano le risposte che troviamo scritte da mamme o bambini nelle schede di soddisfazione dell’utenza, nei customer satisfaction paper.  I pensieri di chi ha trovato sollievo nel nostro reparto sono davvero toccanti. Confermano che bbiamo svolto in pieno il nostro ruolo: non solo offrire terapie, ma prendersi carico delle problematiche dei bambini e della famiglia, secondo la dizione inglese dell’ “I care””.

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