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Dopo anni di onorato servizio, Angelo Stano  – santermano classe 1953 – lascia le copertine di Dylan Dog al giovane Gigi Cavenago, già apprezzato dai lettori per il suo lavoro su Mater Dolorosa, numero 361 della serie regolare, scritto da Roberto Recchioni.

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È proprio Recchioni, curatore di Dylan Dog, a dare la notizia sul suo profilo Facebook durante l’annuale manifestazione del Lucca Comics & Games.

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Recchioni
Recchioni
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Stano sostituisce Claudio Villa a partire dal numero 42, La Iena, uscito nel marzo del 1990 e chiude dopo ventisei anni la sua attività di copertinista della serie regolare con, appunto Mater Dolorosa. Tra l’addio di Stano e il benvenuto a Cavenago, la pausa di Dopo un lungo silenzio, con la sua copertina bianca e l’atteso ritorno di Tiziano Sclavi.

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Il tratto spigoloso ed espressionista di Stano – ispirato agli incubi e ai deliri lucidi dell’artista austriaco Egon Schiele – cederà il passo a quello più dolce di Cavenago, premiato nel 2014 ai Gran Guinigi di Lucca per Orfani, sempre della Sergio Bonelli editore. Nato nel 1982 in Lombardia, Cavenago frequenta per due anni la Scuola del Fumetto a Milano e completa la sua formazione con un corso di grafica pubblicitaria all’istituto di arti grafiche Rizzoli. Esordisce nel mondo del fumetto nel 2005 con Predatore naturale sulla rivista Strike (Starcomics). Successivamente inizia a lavorare sulle serie Jonathan Steele e Cronaca di Topolinia, fino al suo ingresso alla Sergio Bonelli nel 2008 per Cassidy, Orfani e, dal 2014, Dylan Dog.

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Cavenago
Cavenago
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“I loro punti di forza sono quasi agli antipodi – dichiara Cavenago, parlando dei maestri che l’hanno preceduto –  se Claudio Villa eccelle per il suo tratto squisitamente classico, solidissimo e descrittivo, Angelo Stano ha sempre potuto contare sulla sintesi, su un approccio più espressionista e sulle sue influenze artistiche “alte”. Se potessi rubare qualcosa da loro diventerei avido, ruberei TUTTO. Prenderei questo mio duplice bottino e mescolerei tutti questi elementi per vedere cosa potrebbe venirne fuori”. La prima copertina della serie regolare curata da Cavenago uscirà il mese prossimo aprirà la storia di Paola Barbato, Cose perdute. In anteprima a Lucca è stata presentato anche il secondo lavoro del disegnatore, per la copertina di Gli anni Selvaggi di Barbara Baraldi, disegnato da Nicola Mari.

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1 COMMENTO

  1. 19.nov.2017: Ho appena finito di leggere una lontana storia: “Incubo di una notte di mezza estate” (n° 36 del settembre 1989) ed ho notato che i disegnatori Montanari & Grassani ebbero alcune “sviste nei pennelli”. Infatti l’auto Renault, impiegata dai “manichini”, a volte ha la guida a destra a volte – ritengo quella giusta – a sinistra: a pagina 49 l’autista è disegnato all’italiana, a pagina 51 è inquadrato all’inglese, a pagina 75 guida ancora all’italiana ed infine nella pagina finale del racconto l’ombra del guidatore ritorna ad essere inglese. Non so se qualcuno dei lettori in passato Vi ha fatto presente tale curioso refuso o se, volutamente, i mitici disegnatori hanno voluto mettere alla prova l’attenzione del pubblico. Grazie e cordiali saluti.

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