Cabtutela.it
acipocket.it
aqp.it

Black Mirror, stagione 3 rilancia la serie inglese rivelazione del 2011 in un formato maggiorato, più americanizzato e decisamente più autoriale. Nella terza stagione tutto risulta, fondamentalmente, aumentato: il numero di puntate da 3 a 6, il numero di attori e registi d’alto budget imprestati da altre serie famose o dal grande schermo, aumentata è la realtà, impossibile da distinguere dalla finzione, dalla sfera virtuale o dal videoludico.\r\n\r\nCosì Black Mirror 3, come le prime due stagioni, precipita lo spetattore in una realtà immersiva e quantomai realistica e scintillante. Mentre il comune denominatore degli episodi rimane un futuro tetro e grottescamente ipertecnologico, questi nuovi sei episodi si distinguono dagli altri per avere intrecci più distesi e meno eccessi isterici, più attenzione per la qualità e meno per il sensazionalismo spicciolo.\r\n\r\nQuesta terza stagione non è un remake, non è un reboot, non è uno spin-off della sua controparte britannica; la serie prodotta da Netflix è però stanca, come la versione sotto steroidi di sè stessa. Ad essere completamente onesti però, questa conserva picchi di inqiuetudine raramente visti nella tv mainstream e per questo, sempre sia lodato il network americano. Infine, e in un certo senso meritatamente, la serie assurge a brand, hit, best-seller e va così forte da essere stata già rinnovata per una quarta stagione, anch’essa di 6 puntate, anch’essa prodotta da Netlix.\r\n\r\nPer capire i pro e i contro, i tonfi e i ronfi suscitati da questa nuova produzione, non ci resta a questo punto che analizzarne le puntate una ad una.\r\n\r\nCADUTA LIBERA\r\n\r\nÈ l’esordio d’autore della serie, il primo decisivo indizio che Black Mirror ha venduto la sua spietata anima al diavolo delle serie TV, il Dio Denaro. Diretto da Joe Wright (regista per il cinema di Espiazione Orgoglio e Pregiudizio) l’episodio è il meno inqiuetante e l’unico della serie confezionato in tinte tutt’altro che fosche, ma in caldi colori pastello.\r\n\r\nIn un futuro prossimissimo, ogni interazione umana si può valutare con un semplice swipe del pollice sullo schermo del cellulare, con un punteggio da 1 a 5 stelle. Le persone stesse hanno un punteggio, che ne indica lo status sociale dentro e fuori dei social media. Lacie Pound farebbe di tutto per aumentare il suo status e per ottenere i benefit reali che esso porta con sè. La frenetica corsa di Lacie per raggiungere un rating di 4,5 la condurrà però in una spirale senza ritorno di disperazione e follia, mettendo a repentaglio tutto ciò per cui aveva duramente lavorato.\r\n\r\nSe l’idea alla base di Caduta Libera è genialmente verosimile e affascinante, l’esecuzione si presenta un pò troppo soft e si perde in un finale scialbo che lascia lo spettatore per niente impressionato. La punta più alta dell’episodio rimane l’interpretazione di Bryce Dallas Howard (Jurassic World), che ha preso più di 10 kg per impersonare Lacie e che come lei ha sperimentato come i social media possano trasfornarsi in pubblica gogna. La sua parabola sui social media, e quella di tante altre star, rimane un monito più potente della puntata stessa di quando la realtà superi in maniera disturbante la finzione.\r\n\r\nGIOCHI PERICOLOSI\r\n\r\nCooper è un turista americano alla ricerca di sé stesso. Per sostenersi durante il suo viaggio intorno al mondo si trova dei lavoretti tramite un’app, in genere niente di più impegnativo che servire patatine fritte ai tavoli. Nella sua ultima tappa a Londra decide però di imbarcarsi in un’attività stravagante ma ben retribuita, beta tester di un videogioco a tema horror ambientato in una magione squisitamente gotica.\r\n\r\nGiochi pericolosi si incentra sul tema dei giochi in realtà aumentata e sfrutta jump scares e CGI per far leva sulle paure più recondite dello spettatore, in primis l’idea di non poter distinguere realtà dalla finzione. La puntata fa entrare la serie nel vivo, amplificando la portata spooky di questa stagione e offrendo i momenti più genuinamente terrificanti della serie.\r\n\r\nZITTO E BALLA\r\n\r\nÈ la puntata più Black Mirroriana della serie, non solo per il disagio da periferia britannica che si respira negli ambienti ma per il tema toccato, intrinsecamente raccapricciante. Il computer del giovane Kenny viene hackerato e il ragazzo viene colto in flagrante mentre si masturba. Subito dopo, gli hacker lo minacciano e lo costringono a superare una serie di prove umilianti, decisi a fargliela pagare per il suo atto impuro. Terrorizzato dall’idea che il video arrivi ai suoi parenti e amici il ragazzo si piega a tutti i voleri degli hacker e si lancia in una disperata corsa contro il tempo. Il crescente e apparentemente insensato sadismo della puntata sfocia in un parossismo di tensione e in uno degli epiloghi più sconvolgenti dell’intera serie.\r\n\r\n\r\n\r\nSAN JUNIPERO\r\n\r\nTrovare l’amore online sembra la più banale declinazione di una storia futuristica dalle tinte rosa. Eppure la storia d’amore gay descritta da Black Mirrorx03 ha un fascino innegabile e un originale gusto retrò. Yorkie e Kelly si incontrano nella realtà virtuale, in una discoteca degli artificiosi anni ’80. La loro frequentazione è però minata dal passato ingombrante di Kelly. Quando il tempo fornito loro dalla simulazione sta per finire, Kelly deve decidere se rendere questa parentesi romantica e fantastica permanente o rifugiarsi nei ricordi agrodolci di una vita passata ma reale. Sotto i riflessi freddi delle luci al neon, si consuma una storia d’amore straordinariamente dolce e originale.\r\n\r\n\r\n\r\nGLI UOMINI E IL FUOCO\r\n\r\nUn esercito di soldati altamente addestrati viene messo sulle tracce de ‘Parassiti’, un gruppo di umani sottosviluppati e pericolosi in grado di estinguere l’umanità con la forza del loro contagio. L’episodio è la declinazione della serie del tema zombiesco e la sua realizzazione più completa di un’ambientazione post-apocalittica. Degna di un incubo neonazista, la lotta senza quartiere per annientare i Parassiti si tingerà presto di tinte oscure e ambigue, alla quale il soldato Koinange, detto “Stripe” cerca disperatamente di dare un significato. E per farlo, non si fermerà davanti a niente e nessuno, o almeno questo è quello che crede lui. Il dubbio di non riuscire a fare la cosa giusta, quando messi davanti ad un dilemma morale e una minaccia mortale, fa tremare noi quanto lui.\r\n\r\n\r\n\r\nODIO UNIVERSALE\r\n\r\nUna giornalista di tabloid britannica viene trovata morta nel suo appartamento, la gola tagliata e segni di lotta ovunque. L’omicidio si colloca, in maniera sospetta a meno 24 di distanza dalla petizione firmata online per farla licenziare a causa dei contenuti nefandi del suo ultimo articolo d’opinione. Mentre la polizia si affanna a trovare il colpevole, un’ipotesi più suggestiva comincia ad affiorare, che sia stata una giustizia ultraterrena a farla fuori. E se una giuria creatasi spontaneamente sui social media potesse mettere a morte i soggetti più impopolari con click e un hashtag? L’ultimo episodio di Black Mirror esplora il delirio di onnipotenza di chi ferisce a colpi di tastiera e finisce con insegnare una lezione anche a noi dietro lo schermo.\r\n\r\n\r\n\r\n 


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui