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“La Puglia non tratta. Insieme per le vittime”, è il progetto che porta la firma della Regione Puglia – sezione Politiche per le migrazioni, per l’emersione, l’assistenza e l’integrazione sociale di persone vittime della tratta e che mette insieme i capoluoghi di provincia di tutta la Regione, le associazioni, le forze di polizia e le prefetture. “E’ importante fare rete per riuscire a intervenire su una questione come quella della prostituzione”, dichiara l’assessore al welfare del comune di Bari Francesca Bottalico. “E importante – spiega l’assessore – la costruzione del dialogo con queste donne che vengono portate sul nostro territorio con l’inganno e poi vengono costrette alla prostituzione. Per questo creare un rapporto di fiducia con loro, è l’obiettivo principale”.\r\n\r\nQuesto progetto – già attuato nel comune di Bari e che in questo secondo bando si allarga su scala regionale – ha in passato favorito l’intervento su molte vittime che hanno deciso di denunciare gli aguzzini e che – prima in una casa protetta poi attraverso un percorso di recupero psicologico – hanno affrontato un re-inserimento socio – lavorativo. “E’ questo – sostiene la Bottalico – il passaggio più difficile. Molte vittime – soprattutto mamme di piccoli – sono state accolte in famiglie baresi quasi sempre dove era presente una figura professionale ad hoc. Ci proveremo anche questa volta”.\r\n\r\nIl progetto prevede una attività di comunicazione sociale che punti alla sensibilizzazione sul fenomeno della tratta. La rete territoriale poi attraverso uno scambio di informazioni con la Prefettura e le forze dell’ordine favorirà interventi integrati finalizzati a individuare le vittime. Gruppi di operatori e assistenti sociali sono invece già a lavoro nelle zone definite “sensibili” per individuare eventuali vittime pronte a chiedere aiuto.\r\n\r\n”E’ importante – conclude l’assessore – mettere nelle condizioni le vittime, ma anche i cittadini di denunciare. Per questo già esiste un numero verde nazionale (800 290 290) ma ci sono tutte le condizioni affinché anche le nostre caserme e i nostri commissariati accolgano le denunce”.\r\n\r\nIl progetto ha messo insieme oltre alla Regione Puglia e ai Comuni, la cooperativa Iris, l’associazione “Giraffa”, la cooperativa Oasi2, il Caps e l’associazione “A tutto tenda”.


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2 COMMENTI

  1. A prescindere dai riti woodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

    • forse perchè gli stranieri vengono tenuti volontariamente in stato di clandestinità dallo stato italiano in modo che siano costretti ad accettare condizioni di lavoro da schaiavi sulle strade, ma anche nelle campagne e nei cantieri? forse perchè per pagare i debiti contratti per pagarsi il viaggio per l’italia sono costrette a prostituirsi a suon di botte e cocaina? prr una ricerca approfondita su prostituzione in puglia ti consiglio di leggere la città del sesso di leo palmisano. E no, non sono sfavorevole alla legalizzazione della prostituzione tra adulti liberi.

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