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La Regione pronta a scendere in campo al fianco dell’Università Aldo Moro per aiutarla a coprire il debito da 2 milioni e 100mila euro di Imu non pagata. Come anticipato da Borderline24 l’Università la scorsa settimana ha ricevuto un bollettino salato dall’amministrazione comunale per il mancato pagamento della tassa sugli immobili per gli anni 2012- 2013. Il debito potrebbe toccare persino quota 7 milioni di euro, se si considerano gli anni tra il 2007 e il 2016.\r\n\r\nLa vicenda\r\n\r\nGli accertamenti del Comune hanno riguardato gli immobili di proprietà dell’Ateneo anche se nell’elenco ci sono edifici già ceduti come l’ex Albergo delle Nazioni o immobili inagibili e soggetti a ristrutturazione (in quegli anni) come l’ex Enel e l’ex Poste o quelli concessi all’Adisu per esigenze abitative (gli alloggi degli studenti). Il rettore Antonio Uricchio aveva duramente condannato l’operato dell’amministrazione. “Probabilmente il Comune di Bari ha scambiato gli immobili del nostro Ateneo come un bancomat”, aveva detto.\r\n\r\nIl vertice\r\n\r\nOggi si è tenuto un vertice in Regione proprio per chiarire la questione. La Regione ha dato la sua disponibilità a venire incontro all’Ateneo, anche perché le case degli studenti sono di proprietà dell’Università, ma vengono utilizzate per il diritto allo studio, quindi sono a costo zero. “Sono fiducioso che presto venga trovata una soluzione – spiega Uricchio al margine dell’incontro – una soluzione di carattere politico che deve essere portata avanti su due fronti, sia locale che nazionale”. Uricchio fa appello al nuovo ruolo da presidente dell’Anci del sindaco Antonio Decaro. “Ci sono Università che non pagano Imu per gli immobili destinati al diritto allo studio – prosegue – questa dovrebbe essere una prassi nazionale”.\r\n\r\nSecondo i calcoli dell’Ateneo, le case degli studenti, le mense, tutti gli immobili gestiti dall’Adisu ma di proprietà dell’Università,  incidono sull’Imu e quindi su quei sette milioni di euro, per i 3/4. “La Regione ha mostrato disponibilità a venirci incontro e questa sarebbe una boccata d’ossigeno. Siamo fiduciosi dell’impegno di tutti gli enti per la salvaguardia della nostra Università”.


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