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Il gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia ha condannato alla pena di 12 anni di reclusione Felice Campanale, figlio del boss Leonardo e nipote di Felice (ucciso nell’agosto 2014), e Alessio Centanni, nipote del boss, imputati per il tentato omicidio di due collaboratori di giustizia baresi, Raffaele Petrone e Sebastiano Armenise. I due erano ritenuti dagli investigatori vicini al clan Lorusso, rivale del clan Campanale di Bari. Il giudice ha assolto “per non aver commesso il fatto” il pregiudicato Giacomo Campanale, fratello del boss Leonardo, difeso dagli avvocati Carlo Russo Frattasi e Daniela Castelluzzo.\r\n\r\nLa sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Il gup ha riconosciuto nei confronti dei due imputati condannati per l’omicidio le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso. I fatti contestati risalgono all’ottobre 2013. Le due vittime, dopo l’agguato al quale riuscirono a sfuggire illesi, furono arrestati nel novembre del 2014 con l’accusa di aver imposto estorsioni ai commercianti di San Girolamo (nei mesi scorsi sono stati condannati per quei fatti) e solo allora cominciarono a collaborare con le forze dell’ordine, rivelando particolari della guerra tra le famiglie Campanale-Lorusso. Petrone si è poi anche autoaccusato dell’omicidio di Felice Campanale.


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