Al cinema “La sindrome di Antonio”, un viaggio di formazione tra Italia e Grecia

Nella sale a partire dal 17 novembre, il film è stato prodotto, tra gli altri, anche dalla pugliese Draka cinema

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C’è un po’ di Puglia nel prossimo appuntamento col cinema italiano: tra i produttori de “La sindrome di Antonio” – nelle sale a partire da domani, 17 novembre – anche la Draka di Corrado Azzolini. La casa di produzione è attualmente impegnata anche col progetto di Maria Grazia Cucinotta, “Il compleanno di Alice” – girato nel quartiere San Pio di Bari – e ha contribuito alla realizzazione di “Tulips” del regista premio Oscar Mike van Diem.

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Il film

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“La sindrome di Antonio”, presentato alla Festa del Cinema di Roma, è l’opera prima per il cinema di Claudio Rossi Massini, già autore e regista Rai con all’attivo diversi documentari, programmi televisivi e la direzione artistica della casa di produzione Imago film che ha preso parte al finanziamento del lungometraggio.

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Roma, 18 settembre 1970: Antonio – interpretato da Biagio Iacovelli – decide di partire in 500 alla volta di Atene, per cercare la caverna delle ombre, luogo mitico della filosofia platonica oltre il quale l’uomo può conquistare la vera conoscenza. Il viaggio di formazione di Antonio per la strade di Platone si arricchisce dell’incontro con Vassilis (Antonio Catania), Klingsor (Giorgio Albertazzi) e la bella Maria (Queralt Badalamenti). Sullo sfondo, il sogno della rivoluzione, la liberazione dei costumi e la Grecia dei colonnelli.

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I due giovani protagonisti, Biagio Iacovelli e Queralt Badalamenti sono in questa pellicola al loro debutto sul grande schermo. Insieme a loro, tre grandi del cinema e del teatro italiano, tra cui Giorgio Albertazzi, scomparso lo scorso 28 maggio.

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