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“Eravamo grandi commercianti, adesso siamo solo grandi commessi. Hanno svenduto il murattiano”. Giulio Pettini, commerciante, racconta la condizione in cui vive il commercio barese come la cronaca di un disastro annunciato. “Il quadrilatero murattiano è stato quasi completamente venduto ai grandi franchising. E la conseguenza è che il denaro – che un tempo restava qui in città – ora va a finire altrove”.\r\n\r\nContinua incessante la moria degli esercizi commerciali in centro – come nel resto della città – e le ragioni sono molteplici. “Innanzitutto – spiega Pettini – per la miopia dei nostri amministratori che hanno permesso che Bari fosse letteralmente accerchiata dai centri commerciali. Le conseguenze inevitabili: abbiamo perso chi – dalla provincia – un tempo non avrebbe mai rinunciato a una passeggiata nel centro del capoluogo. E abbiamo anche perso i baresi che – nei centri commerciali – trovano ciò che da queste parti è merce rara: il parcheggio (peraltro gratuito)”.\r\n\r\nTorna inevitabile – quindi – il tema del grattino: dei 2 euro l’ora e della tolleranza zero che scoraggia lo shopping in centro. “Certo si sono fatti tanti sforzi. Il “park&ride” su tutti. Ma si deve fare ancora tanto. Chiudere al traffico via Argiro è stata una scelta giusta, ma il progetto deve essere completato con servizi più efficienti. Le strade del centro devono tornare a essere un salotto”. E’ questa secondo il commerciante barese la prima risposta da dare. Poi bisogna contrapporsi ai centri commerciali con una offerta differente. “Noi nei nostri negozi ci mettiamo la faccia e offriamo una tipologia di vendita diversa, fatta di un rapporto diretto con i nostri clienti”.\r\n\r\nIntanto, però, per molti commercianti continua un’agonia – cominciata anni fa – e che non vede spiragli di luce. “Le tasse sono insostenibili, così come mantenere un dipendente. I costi di gestione sono talmente alti che solo noi sognatori continuiamo a crederci”. Certo ai commercianti di Bari mancano strategie condivise. “Dovremmo unirci, tracciare degli obiettivi e cercare di perseguirli. Tanti gruppi, tanti comitati sparsi per la città non servono a nulla”.\r\n\r\nLunedì – 21 novembre – alcuni commercianti sono stati invitati in consiglio comunale per illustrare le problematiche più urgenti in vista del Natale, diventato il periodo dell’anno – ormai l’unico – in cui i guadagni crescono anche se a volte non basta. “Vedere la saracinesca di un negozio storico abbassata, mi provoca un gran dolore. Sono cresciuto nel negozio di famiglia, immagino la sofferenza di chi decide di chiudere, la comprendo fino in fondo. Ad oggi solo la passione ci fa andare avanti. Se non ci fosse l’aspetto emozionale ma solo quello economico, dovremmo restare tutti a casa”.\r\n\r\n 


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1 COMMENTO

  1. Spesso passavo dal centro, visitavo i negozi, facevo compere, spesso si arrivava in bici, ora è tutto finito. Le bici rubate in via Sparano, delinquenti dappertutto, desolazione dopo aver eliminato le palme… una strada diventata anonima e triste.

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