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Tre nuove aree verdi a Bari da intitolare ad altrettante personalità femminili che si siano distinte per il loro coraggio. Una proposta che è stata approvata dalla giunta.\r\n\r\nLe aree verdi dedicate a Francesca Morvillo, Emanuela Loi e Palmina Martinelli\r\n\r\nL’idea è dell’assessore alla Toponomastica Angelo Tomasicchio, che vorrebbe intitolare a Francesca Morvillo, magistrato e moglie di Giovanni Falcone,  morta nella strage di Capaci, la prima area verde tra largo due Giugno, via della Resistenza e via della Costituente. La delibera prevede poi che alla poliziotta Emanuela Loi, che faceva parte della scorta di Paolo Borsellino e ha perso la vita durante la strage di via D’Amelio, sia dedicato un secondo giardino, posizionato tra via Stefano Jacini, via della Resistenza e via della Costituente. Infine la nuova area verde in viale John Fitzgerald Kennedy, all’angolo con via Mauro Amoruso, prenderà il nome di Palmina Martinelli, la 14enne bruciata viva nel 1981 per essersi rifiutata di prostituirsi.\r\n\r\nTomasicchio: “Un tributo per tre donne distintisi per meriti e impegno”\r\n\r\nLa proposta dell’assessore Tomasicchio arriva in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra oggi in tutto il mondo. “Abbiamo intrapreso questo percorso diversi mesi fa insieme alle associazioni cittadine sensibili al tema – ha spiegato  – perché riteniamo necessario e qualificante introdurre il criterio della parità di genere anche in settori apparentemente lontani dagli ambienti delle pari opportunità. Per noi la sfida è soprattutto culturale e per questo veicolare attraverso un luogo bello, quale può essere un giardino, il ricordo di una donna che si è distinta per meriti, per impegni personali o pubblici o che può essere d’esempio per tutti i cittadini, ci è sembrata una cosa giusta da portare avanti”.\r\n\r\nL’assessore ha poi ringraziato chi ha collaborato perché fosse portata avanti l’iniziativa: il presidente  Andrea Dammacco e i consiglieri del secondo Municipio, oltre alle rappresentanti della Casa delle donne del Mediterraneo e degli Stati generali delle donne. “Con loro – ha concluso Tomasicchio –  avvieremo un confronto costante perché le intitolazioni femminili non siano solo frutto di una volontà politica e amministrativa ma diventino una regola condivisa”\r\n\r\n 


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