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E’ stata sostenuta da Pablo Iglesias, leader di Podemos, e da Luca Casarini, già leader dei No Global a Genova, nella corsa per la presidenza del parlamento europeo. Eleonora Forenza, ricercatrice universitaria barese, eurodeputato comunista eletta nella lista “L’altra Europa con Tsipras”, ha raccolto 50 voti nella prima votazione da tutto il gruppo della sinistra radicale europea. Nelle votazioni successive la sinistra alternativa, Gue, ha appoggiato in larga parte la candidatura del lucano Gianni Pittella, esponente Pd che ha conteso fino alla quarta votazione la presidenza al popolare Antonio Tajani, risultato alla fine vincitore del derby italiano.\r\n\r\nForenza leader di Rifondazione Comunista\r\n\r\nImpegnata fin da giovanissima studente nelle formazioni della sinistra comunista italiana, rappresentante degli studenti all’Università di Bari negli organi di governo, attivista nel movimento femminista italiana, adesso la Forenza è tra i massimi esponenti di Rifondazione Comunista, il partito guidato da Paolo Ferrero. Nel sistema di divisioni degli incarichi del parlamento di Strasburgo, la Forenza sarà una delle punte di diamante della sinistra anti-liberista in Europa, anche assumendo incarichi di rilievo per l’attività parlamentare (sarà neovicepresidente?).\r\n\r\nIl discorso pronunciato a Strasburgo\r\n\r\nEcco alcuni passaggi del discorso pronunciato per presentare la sua candidatura: “Provengo dal Sud Europa: le politiche di austerità hanno trasformato la questione meridionale in una questione continentale, aumentando il divario tra Nord e Sud Europa, ricattando col debito il popolo greco, italiano, spagnolo, portoghese. Se le politiche di austerità hanno creato un centro e una periferia, hanno messo interi popoli a margine del progetto europeo, le politiche di respingimento di donne e uomini migranti hanno fatto del Mediterraneo una mortifera frontiera: 5000 morti nel Mediterraneo nel 2016. Una vergogna e una colpa incancellabile per l’Unione europea. Se l’Europa vuole essere il continente dei diritti umani, non può continuare a perpetrare un crimine contro l’umanità. L’unico muro che dobbiamo costruire è quello contro il razzismo e la xenofobia. (…) Dobbiamo fare dell’unica istituzione elettiva una casa trasparente, non una zona rossa. Nella mia storia politica non posso vantare venti anni da parlamentare, ma venti anni da attivista. Appartengo a quella generazione che ha criticato la globalizzazione selvaggia: avevamo ragione; a quella generazione che si è aggirata per l’Europa, nelle strade da Genova, Praga a Salonicco, dicendo: un’altra Europa è possibile”. È al progetto possibile e necessario di un’altra Europa che lavorerei anche da Presidente del parlamento europeo se me ne darete la possibilità sostenendomi”.


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