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Con un tweet di stamattina, il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini ha annunciato altre tre date dei “Cinemadays”. L’iniziativa ministeriale – che coinvolge tutte le sale d’Italia – impone agli esercenti di effettuare, ogni secondo mercoledì del mese, forti sconti sui biglietti.

cinemadays

Le date in cui si potrà andare al cinema a 2 euro saranno, dunque, l’8 marzo, il 12 aprile  e il 10 maggio.

La reazione degli esercenti e dei professionisti dello spettacolo 

Ciò che al pubblico farà senz’altro piacere, tuttavia, può mettere in difficoltà gli esercenti. Oltre pirateria informatica – che diffonde i film al cinema sulle piattaforme online – l’abbassamento del costo del biglietto costituisce un altro duro colpo all’economia dei gestori. Nell’ambiente la polemica sugli sconti imposti dal ministero, si è già accesa quando i CinemaDays furono proposti per la prima volta, coinvolgendo tutti i lavoratori del mondo del cinema, dagli attori ai registi ai produttori.  “Così si fa passare l’idea che il cinema vale poco – ha spiegato l’attore Edoardo Leo,  durante la conferenza stampa del 10 febbraio di presentazione del film “Smetto quando voglio – Masterclass” – ormai costa più un mojito che vedere un film in sala”. “Il coraggio e le idee ci sono – aggiunge l’attore – ma ormai il pubblico spende per altre cose e il cinema e la cultura hanno perso priorità nella vita delle persone”.

“Come il 99 per cento di noi lavoratori del cinema – incalza il gestore del Multicinema Galleria Francesco Santalucia –  sono contrario a questo tipo di iniziative. Il mio è un giudizio basato sull’esperienza di questi primi sei appuntamenti che hanno visto un crollo delle presenze nei giorni precedenti e successivi ai mercoledì promozionali”.  “I CinemaDays, secondo noi, non hanno avvicinato gente nuova al cinema perché, da quel che abbiamo riscontrato, chi viene a vedere i film a due euro non è disposto a tornare a prezzo pieno e non è neanche troppo interessato al film in sé, quanto al prezzo basso del biglietto – prosegue Santalucia – non godiamo di contributi del ministero, così quelle, nonostante la grande affluenza, sono giornate in perdita”.

L’iniziativa è stata prolungata dopo il lungo confronto tra ministero e associazioni di categoria, che ha portato a una lunga trattativa, in vista dell’uscita dei nuovi decreti attuativi della legge cinema. Gli esercenti hanno dovuto accettare i tre mesi di promozione, riuscendo a ridurre la proposta iniziale di Franceschini, che ne chiedeva sei. “Va bene la promozione, ma con criterio – conclude Santalucia – oltretutto in Puglia il costo medio del biglietto è tra i più bassi d’Italia”.


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