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Dal 2009 al 2016 l’Ateneo di Bari ha subito un taglio dei fondi statali del 22,7%, il Politecnico del 19,3%. Sono i dati pubblicati da Il Sole24Ore sulla base delle statistiche del Miur e dell’Istat: si tratta di una delle più alte decurtazioni, non solo superiore alla media delle Università del Nord (-12,3% negli ultimi sette anni) ma persino più elevata della media del resto del Mezzogiorno (-19%). Il picco si registra a Lecce con un -23,7%.

“Se questo Governo vuole davvero sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno – attacca l’onorevole pugliese Rocco Palese, vice presidente della commissione Bilancio della Camera – prima ancora di varare iniziative speciali, garantisca l’ordinario, ossia un futuro ai giovani del Sud. Ad oggi invece, al netto delle dichiarazioni di intenti, il futuro dei giovani del Sud è negato dai pesantissimi tagli del finanziamento statale alle Università. Tagli che penalizzano maggiormente gli Atenei meridionali perché i criteri di assegnazione del fondo, come più volte abbiamo fatto notare al Governo, sono fortemente penalizzanti per le Università del Sud. Senza Università e formazione non c’è speranza di futuro per i nostri giovani. Il Mezzogiorno, per crescere, ha bisogno di una seria programmazione che parta proprio dalla formazione e dal raccordo con il mondo del lavoro”.

Palese annuncia che “chiederemo al Governo che nel Def vengano inserite misure di maggiore sostegno alle Università meridionali e che vengano ridefiniti i criteri di riparto attualmente penalizzanti”.


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